Cosa mangeremo nel 2020? Le nuove (sostenibili) tendenze alimentari.

La chiave per contrastare la crisi climatica è sicuramente mettere in discussione gli effetti ambientali di ciò che scegliamo di coltivare e di consumare. Nel 2019 tanti produttori, agricoltori, allevatori, chef e consumatori hanno già fatto scelte consapevoli dal punto di vista ambientale e speriamo che questa tendenza continui e cresca nel nuovo anno. Anche perché, secondo la previsione di Whole Food Market, l’attenzione all’ambiente sembra interessare un numero sempre maggiore di persone, influenzando così i trend alimentari del 2020.

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Alternative alla carne

Un’analisi sulle ricerche alimentari di dicembre 2019 mostra la crescente predilezione dei consumatori per quelli che solitamente sono considerati alimenti poco appetibili come i cavoletti di Bruxelles o i cavolfiori, mentre i sostituti vegetali alla carne stanno definendo le scelte alimentari al volgere del decennio appena passato. Sebbene non si possa negare che l’ondata di questi prodotti abbia effettivamente trovato un terreno fertile come risposta alla consapevolezza, sempre più diffusa, delle conseguenze dell’allevamento intensivo, il 2020 sarà l’anno in cui la rivoluzione vegana e le alternative alla carne rafforzeranno ulteriormente la loro presenza nei menù dei ristoranti. Anche se eliminare del tutto la carne dalla propria dieta è solo una delle soluzioni possibili per ridurre l’impatto ambientale. Al di là della scelta etica di ognuno di noi, è anche importante riflettere sul tipo di allevamento da cui proviene la carne – e i suoi derivati – che mettiamo sulle nostre tavole (come sono stati allevati gli animali, come sono stati nutriti, da dove proviene la carne o le uova che acquistiamo). Come sostiene la campagna Meat the Change, ridurre il consumo di carne attraverso scelte più attente e consapevoli può essere una valida alternativa: meno carne ma di maggiore qualità, da allevamenti sostenibili e riscoprendo i tagli e le razze locali dimenticati.

L’agricoltura che salverà il suolo

Nel 2020 anche gli agricoltori terranno conto di questa diffusa attenzione per l’ambiente. É previsto, infatti, l’affermarsi di pratiche come l’agricoltura rigenerativa che mira al recupero del suolo eccessivamente sfruttato da monoculture intensive, migliorando così la biodiversità e dando un contributo positivo all’ambiente. Questo ha spinto gli chef, in particolare in Occidente, a utilizzare in modo ingegnoso le colture di copertura, che vengono piantate tra un raccolto e l’altro per migliorare la salute del suolo, controllare le erbacce e sequestrare il carbonio.

Influenze asiatiche

Arriverà poi l’estate e il mondo sarà incollato agli schermi per vedere i nomi più importanti dello sport dimostrare la loro bravura alle Olimpiadi estive del 2020 in programma a Tokyo. Questa curiosità si diffonderà probabilmente nella sfera gastronomica e aumenterà ulteriormente l’interesse del mondo per la cucina giapponese. Preparatevi a vedere le immagini stilizzate dei tipici pancake soufflè giapponesi e dei coni gelato taiyaki, già famosi su Instagram. Speriamo, però, che anche le meraviglie meno conosciute della terra – come il Chankonabe (stufato di sumo), l’Ochazuke (tè di riso) e il Katsudon (un piatto di carne su riso) – si trovino sotto i riflettori.

Un’altra importazione da Tokyo che ha fatto il giro dei social media è il toast Shibuya, che prende il nome dal distretto in cui è nato. Questo tipo di toast si fa svuotando una pagnotta e riempiendola con pane tostato, gelato, sciroppo e frutta. Esistono diverse varianti in altri paesi asiatici. A Singapore, per esempio, dove viene chiamato Kaya toast, la ricetta prevede una generosa aggiunta di burro salato, marmellata di cocco e foglie di pandano, una pianta erbacea tropicale che viene usata tradizionalmente come erba aromatica nella cucina indonesiana, thailandese, vietnamita e malesiana. Molti altri, provenienti da diverse parti del mondo, attireranno sicuramente l’attenzione. Questo è un buon motivo per credere che le cucine etniche viaggeranno in lungo e in largo mentre le popolazioni locali abbracceranno i fascini culinari di terre lontane.

Cibi liberi da alcol e zucchero

Oltre ai cibi a base di piante, il mondo sviluppato sembra aver preso in simpatia i cibi “free from”, liberi da zucchero, alcol e glutine. Preparatevi quindi a birre analcoliche e dolcificanti e farine alternativi. Quest’anno infatti si diffonderanno le riduzioni di sciroppo a base di amidi realizzati dalle patate dolci, datteri, cocco e altro. Nel 2020 ci aspetta inoltre una crescita dell’uso di farina teff (senza glutine, è ottenuta dai minuscoli semi di un cereale originario dell’Etiopia e dell’Eritrea) e di tigernut, derivata dalle omonime noccioline o ancora la farina di frutta o verdura, come quella di banana e quella di cavolfiore.

Insomma, che si tratti di pizze a base di cavolfiore o di piatti asiatici perfettamente “instagrammabili”, in ogni caso, nel 2020 sembra che la prerogativa saranno le scelte alimentari più consapevoli, a difesa dell’ambiente e con un minore impatto sul clima.

Damini Ralleigh
d.ralleigh@slowfood.it

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