Coronavirus: si sta a casa e ci si sta da soli o con la famiglia. Stop.

Cari cittadini, care cittadine,
leggere di una festa di compleanno in casa a cui hanno partecipato tre famiglie mi fa male. Mi fa male perché significa che non è ancora chiaro che la vita sociale deve essere azzerata, e poi perché queste persone hanno messo a rischio se stesse e i loro familiari.
E se lo hanno fatto perché sono fra quelli che pensano che alla fine le cure ci sono per tutti, dico loro che oggi – purtroppo – si sbagliano.
Anche se stiamo bene, anche se nessuno di noi ha la tosse o la febbre, non possiamo sapere se abbiamo in corpo il virus o meno.
È questo il dramma, è questo il punto cruciale che rende l’isolamento sociale l’unico modo per uscire dall’incubo e sperare che la nostra straordinaria sanità possa curare adeguatamente tutti coloro che avranno complicazioni. Perché pensare che complicazioni non ci saranno vuol dire stare fuori dalla realtà: le sale di rianimazione sono piene di persone affette da Coronavirus, ma vorrei ricordare che non per questo il resto delle malattie si fermano. Non è che perché c’è il Coronavirus non ci sono più ictus, o infarti o altre cose che purtroppo succedono.
Eh no, non funziona così. Il Coronavirus è un di più al già complesso quadro sanitario.
Pertanto, smettiamola di mettere a rischio noi stessi e i nostri cari.
Una semplice cena fra amici ristretti – in questi giorni – può essere l’inizio di un dramma.
E lo dico anche ai più giovani, che si sentono più immuni: pensate che dopo che siete stati in gruppo con gli amici tornate a casa dove ci sono mamma e papà che giovincelli più non sono.
Ragazzi e ragazze, videochiamatevi, perché da una semplice uscita in gruppo può partire una lunga serie di contagi e non è detto che a tutti passi con qualche linea di febbre.
Seguire le regole, in questo momento, significa salvare vite umane.
C’è bisogno del senso di responsabilità e di solidarietà di tutti, nessuno escluso.
C’è bisogno di fare tutti grandi sacrifici per vedere di uscire dall’emergenza il prima possibile.
C’è bisogno di stare lontani oggi, per abbracciarci più forte domani.
Tutti insieme possiamo farcela.

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