Coronavirus Pechino: in crescita i casi. Voli cancellati e scuole chiuse

Aumentano i casi di coronavirus a Pechino, dopo lo scoppio del nuovo focolaio nel mercato di Xinfadi, il più importante della capitale. Le restrizioni sono di giorno in giorno più severe: voli cancellati e scuole chiuse

Coronavirus Pechino: in crescita i casi. Voli cancellati e scuole chiuse

Pechino ha alzato il livello di emergenza dopo l’aumento di casi di coronavirus anche nella giornata di mercoledì 17 giugno.

L’inaspettata nuova ondata di epidemia che ha travolto la capitale cinese a causa di un focolaio nel mercato alimentare di Xinfandi sta mettendo a dura prova la nazione.

Ogni giorno le autorità impongono misure sempre più restrittive per evitare la diffusione senza controllo dei contagi.

Le ultime notizie che provengono da Pechino sulla situazione coronavirus raccontano di una città in lockdown, con milioni di abitanti bloccati, scuole chiuse e voli cancellati.

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Aumentano contagi e restrizioni a Pechino

Sono 137 finora i casi di nuova positività al coronavirus nella capitale Pechino. Mercoledì 17 giugno sono stati confermati altri 31 contagiati, mostrando un trend al rialzo che sta mettendo in forte allarme la capitale.

Prima del recente picco, la città era riuscita a rimanere 57 giorni senza nemmeno un caso trasmesso a livello locale.

Si ritiene che l’ultimo focolaio di epidemia sia iniziato nell’enorme mercato alimentare di Xinfandi che rifornisce l’80% della carne, del pesce, delle verdure a Pechino.

In risposta all’andamento crescente dei casi, le autorità stanno inasprendo le misure restrittive.

Da martedì, sono stati cancellati 1.255 voli da e per Pechino. Tutte le scuole, primarie, secondarie, asili e università sono state chiuse, con blocco delle lezioni in presenza.

Almeno 27 quartieri sono stati classificati a rischio medio e un quartiere, vicino al mercato, è ad alto rischio. Tutti i complessi residenziali hanno ordinato di ripristinare i severi controlli dopo che le autorità hanno alzato l’allerta emergenza COVID-19 a livello due.

Ogni movimento è nuovamente sottoposto a rigide regole. Le persone che vivono nelle zone considerate a medio e alto rischio non possono spostarsi. Gli abitanti dei quartieri a bassa allerta hanno il permesso di muoversi, ma soltanto dopo aver verificato di non essere positivi.

I funzionari hanno anche ordinato che il traffico verso i parchi e gli spazi pubblici al coperto come musei e biblioteche sia limitato.

Per ora, il mondo produttivo non si è fermato. Le autorità hanno invitato i datori di lavoro a continuare le normali operazioni, incoraggiando lo smart working e chiedendo turni scaglionati negli orari.

Il focolaio di Pechino si diffonde

Il focolaio della capitale cinese sta già avendo effetti anche in altre zone limitrofe.

I nuovi casi nelle province di Hebei, Liaoning, Sichuan e Zhejiang sono stati collegati al cluster di Pechino, spingendo altre città a imporre misure di quarantena ai viaggiatori provenienti dalla capitale.

A partire da martedì 16 giugno, Macao richiede che tutti gli arrivi da Pechino siano sottoposti a 14 giorni di osservazione medica. I residenti a Pechino da zone a medio o alto rischio sono ora autorizzati a lasciare la capitale, mentre quelli di altri distretti devono completare un test per il virus entro sette giorni dalla loro partenza.

In generale, la Cina resta con una curva epidemiologica piuttosto piatta a livello nazionale. Martedì 16 giugno, per esempio, sono stati registrati solo 32 casi trasmessi localmente in tutto il Paese. Ben 27 di questi provenivano dal cluster di Pechino.

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