Coronavirus, Francia chiude bar e ristoranti

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Dopo aver pensato per troppo tempo che il coronavirus fosse solo un’emergenza italiana, anche la Francia deve fare i conti con un duro risveglio fatto di contagi e tante persone in terapia intensiva. Così come l’Italia prima, anzi sicuramente più del Bel Paese, in altre nazioni dell’UE il pericolo è stato a lungo sottovalutato, se si pensa che ancora fino a pochi giorni fa in Francia, in Spagna, Inghilterra e Germania ancora si facevano giocare le partite a porte aperte. Oggi, preso atto di “un’accelerazione della diffusione del coronavirus e ad un aumento delle persone in terapia intensive”, ha annunciato il primo ministro francese Edouard Philippe, “ho deciso fino a nuovo ordine la chiusura da questa mezzanotte di tutti i luoghi pubblici non essenziali: i ristoranti, i caffè, i cinema, le discoteche”.

Esattamente come già accaduto al di qua delle Alpi, “le misure annunciate in precedenza non erano state rispettate a sufficienza”, ha continuato il capo del governo francese. Insomma, anche oltralpe sono necessarie misure più restrittive, anche se i luoghi di culto rimarranno aperti seppur con cerimonie rinviate. “Resteranno chiusi tutti i negozi salvo quelli essenziali – continua Philippe – Resteranno aperti tra gli altri gli alimentari, le banche, le stazioni di rifornimento in carburanti, i tabacchi, le edicole, le farmacie”. Per ora, a meno di contrordini, il trasporto pubblico urbano “continuerà a funzionare normalmente”.

Coronavirus: la Francia non rinvia le elezioni amministrative

L’emergenza coronavirus, però, non fermerà le elezioni amministrative, anche se l’affluenza a questo punto sarà inevitabilmente condizionata dalla paura. “Sono sicuro che i francesi dimostreranno domani calma, civismo e capacità a rispettare le regole che ci sono per la sicurezza e salute di tutti noi”, ha concluso il primo ministro. In Francia, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 12 decessi e 838 casi confermati. Ovviamente non ce lo auguriamo, ma analizzando quanto avvenuto in Italia, il peggio per i “cugini” francesi debba ancora venire.

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