Coronavirus: ecco il settore economico più a rischio

Il coronavirus si sta diffondendo in più parti del mondo. A farne le spese a livello economico sono diversi settori, tra i quali spicca quello aereo. Ecco alcuni numeri e prospettive sul declino del comparto delle compagnie di volo.

Coronavirus: ecco il settore economico più a rischio

Il coronavirus sta condizionando ormai tutto il mondo. E, soprattutto, sta avendo ripercussioni importanti su una serie di abitudini quotidiane: in primis quella di viaggiare.

Prendere un aereo e spostarsi da una parte all’altra del pianeta per piacere o per lavoro non è, infatti, più possibile. Sono diversi i Paesi che stanno avviando misure precauzionali di chiusura degli aeroporti per arrivi e partenze da specifici Stati interessati dai contagi. Tra questi spicca anche l’Italia, coinvolta in blocchi in diverse località del mondo.

Una delle conseguenze di tale rivoluzionario scenario è certamente di tipo economico. Proprio il settore aereo, infatti, sta registrando perdite di un certo peso, mettendo a rischio l’intero comparto.

Il coronavirus, infatti, sembra aver colpito specialmente questo comparto. Ecco a quanto ammonta – per ora e in base a stime – il declino delle compagnie aeree.

Il coronavirus colpisce il settore aereo: i numeri della crisi

L’International Air Transport Association (IATA) prevede che la domanda di viaggi aerei diminuirà – e lo sta già facendo – per la prima volta in oltre un decennio.

Le compagnie in Cina e in altre parti della regione dell’Asia e del Pacifico dovrebbero subire la maggior parte dell’impatto. In totale, le società nella regione asiatica vedranno una perdita di entrate di 27,8 miliardi di dollari nel 2020, mentre quelle al di fuori dell’Asia dovrebbero perdere 1,5 miliardi di dollari di entrate, stando alle stime.

IATA prevede che i vettori in Cina dovrebbero perdere entrate per 12,8 miliardi di dollari solo nel loro mercato interno. Saranno in parte smentite, quindi le valutazioni precedenti, secondo le quali la regione dell’Asia e del Pacifico sarebbe stata il principale motore della domanda di viaggi aerei tra il 2015 e il 2035, con quattro dei cinque mercati in più rapida crescita in termini di passeggeri provenienti proprio dal continente asiatico.

Lo scenario, però, non riguarda soltanto la Cina e gli altri Stati vicini. A soffrire dell’impatto del coronavirus è ormai tutto il mondo aereo. La crisi si sta facendo globalizzata.

Lufhtansa bloccherà le assunzioni e offrirà al personale congedi non retribuiti. Air France potrebbe perdere tra i 150 e i 200 milioni di euro e United Airlines ha ritirato gli obiettivi annuali a causa della troppo incertezza legata al coronavirus.

Il bilancio totale, secondo i numeri di IATA, si aggira su una perdita di quasi 30 miliardi di dollari. Troppe sono ancora i dubbi sulla fine del coronavirus per prospettare tempi e modalità di ripresa nel settore aereo.

Coronavirus e compagnie aeree: cosa aspettarsi?

Adesso che il coronavirus si sta diffondendo anche in altri continenti, quali Europa e Americhe, gli effetti sul settore aereo potrebbero essere ancora più impattanti.

I primi colpiti dall’epidemia di virus sono stati i vettori di punta esposti ai viaggi da e verso la Cina, come Air France-KLM e Deutsche Lufthansa AG, e la capogruppo IAG Group SA di British Airways, poiché alcune rotte a lungo raggio verso il Paese sono state interrotte. Ma anche le rotte di corto raggio sono sotto i riflettori ora che il virus si sta diffondendo in Europa.

Altre compagnie aeree da tenere d’occhio includono Ryanair Holdings Plc, EasyJet Plc e Wizz Air Holdings Plc, insieme a Turkish Airlines, che vola verso 322 destinazioni, e Aegean Airlines in Grecia

Nel breve periodo, la speranza di vedere una inversione di marcia è assai improbabile. Ci si aspetta, quindi, che il comparto aereo perda ancora in questo periodo di emergenza da coronavirus sempre più diffuso nel mondo.

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