Fonte ANSA Prato 

Sono 161 i nuclei familiari orientali rientrati dalla Cina che sono sotto controllo nell’area della Toscana centrale – concentrati soprattutto a Prato – e seguiti dall’Asl. Le famiglie sono monitorate dal personale sanitario. Lo ha spiegato il direttore del dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria Renzo Berti in una conferenza stampa convocata stamani. Si tratta di famiglie individuate nelle scorse settimane dalla Asl in base alle comunicazioni arrivate dai dirigenti scolastici sulle assenze in aula di alunni orientali. “Da oggi poi – ha poi spiegato Berti – è attiva la ‘procedura d’isolamento domiciliare fiduciario'” per chi rientra dalla Cina, persone che “hanno l’obbligo di chiamare il numero unico aziendale, 055-5454777“, istituito dalla Asl Toscana centro in conformità a quanto previsto dall’ordinanza firmata ieri dalla Regione. Secondo quanto riferito dal direttore del Dipartimento una volta messi in contatto con l’Asl queste persone entreranno in un sistema di sorveglianza attiva da parte della sanità toscana. Berti ha aggiunto che “laddove le condizioni di isolamento volontario dovessero risultare logisticamente difficili Asl e Comuni del territorio stanno ragionando sul reperimento di spazi adeguati alla necessità”. Infine Berti ha concluso dicendo che “è impossibile azzerare il rischio, ma stiamo facendo di tutto per evitarlo”.

IlSole24ore

Dal IlSole24ore di ieri, si legge che Prato è l’area piu’ a rischio d’Italia con i suoi 25.000 cinesi residenti (su 195.000 residenti), che si vanno a sommare a diverse migliaia di soggiornanti non residenti e clandestini.

Prato rappresenta un vulnus per l’epidemia di coronavirus arrivata in Italia, soprattutto perché gli orientali che vivono qui sono per la maggior parte originari di Wenzhou, nella provincia sud-orientale di Zheiang, una delle città finite in quarantena. Negli ultimi due mesi hanno fatto centinaia di viaggi verso la madrepatria, anche per i festeggiamenti del Capodanno cinese. Sulla via del ritorno ci sono ancora molte persone, anche se l’allarme diffuso sabato scorso, sul rientro di ben 2500 cinesi, è stato ridimensionato. Fonte di non poche polemiche, è stato il fatto di aver lasciato la libertà di mettersi in quarantena con la “permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva”, vale a dire, per chi ha fatto ritorno dalle aree interessate dall’epidemia, negli ultimi 14 giorni, deve comunicare i propri dati personali, solo a quel punto si attiva la sorveglianza e la permanenza domiciliare fiduciaria.

Foto mappa del contagio pubblicata da Fanpage

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