Coronavirus: 3 persone positive in Lombardia. 70 in isolamento

Aggiornamento 11:04 – Anche una terza persona è stata contagiata dal coronavirus. Si tratta di uno stretto conoscente della coppia di Codogno. Anche lui si trova in isolamento all’Ospedale Sacco di Milano.

Contagiata anche la moglie del 38enne

 

Anche la moglie del 38enne di Codogno (Lodi) è risultata positiva al test del coronavirus 2019-nCoV. La donna, insegnante in un liceo, si trova attualmente in isolamento presso l’Ospedale Sacco di Milano che è l’altro punto di riferimento, insieme allo Spallanzani di Roma, individuato dal Ministero della Sanità per questa emergenza.

In isolamento nello stesso ospedale c’è anche l’amico del 38enne, l’uomo rientrato dalla Cina a fine gennaio, insieme al quale ha cenato ad inizio febbraio. L’amico è un manager di una società di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza), che vive per quasi tutto l’anno in Cina. Non è sicuro, però, che sia stata questa la circostanza del contagio perché sono trascorsi più dei 14 giorni di potenziale incubazione da questo evento.

Il 38enne, invece, è ancora ricoverato nel reparto di terapia intensiva in gravi condizioni; i sanitari sono al lavoro per organizzare il suo trasporto in biocontenimento all’Ospedale Sacco. L’uomo lavora all’Unilever di Casalpusterlengo e secondo le ricostruzioni si sarebbe presentato per la prima volta in pronto soccorso la scorsa domenica a causa della febbre alta, per poi essere rimandato a casa con la prescrizione di un antibiotico.

In ospedale è tornato mercoledì sera, quando è stato ricoverato a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Adesso si stanno attivando le procedure di quarantena per tutti i familiari dell’uomo e per tutti i medici e gli infermieri che l’hanno avuto in cura, così come per le persone entrate in contatto con loro: in tutto, per il momento, si tratta di una 70ina di persone, anche se il numero è ragionevolmente destinato a salire. Per il momento sono state sospese tutte le attività dell’ospedale.

Le autorità sono anche andate sul luogo di lavoro dell’uomo per fare l’esame del tampone a tutti i suoi colleghi. La situazione è in evoluzione.

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