CONCESSIONI CIMITERIALI PERPETUE, UNA STORIA STAZZEMESE SENZA FINE CHE NON HA UGUALI IN ITALIA

Stazzema_Quando sarà terminata la vicenda sul rinnovo oneroso delle concessioni cimiteriali perpetue, nata nel 2007 a Stazzema, essa si caratterizzerà come una storia tutta italiana, i cui molteplici risvolti hanno dell’incredibile e che in questo momento è impossibile prevedere quale possa essere l’esito finale. Con l’Ordinanza Interlocutoria n. 3504/19 con cui la Corte Suprema di Cassazione Prima Sezione Civile ha rimesso i quesiti del ricorrente (ente pubblico) e del contro ricorrente (titolare di concessione cimiteriale perpetua) al presidente della Corte per l’eventuale assegnazione alle Due Sezioni Unite Civili, si è consumato l’ennesimo passaggio giurisdizionale. Anche quest’ultima decisione conferma che l’opposizione civica al provvedimento amministrativo sorta a Stazzema attraverso un Comitato Civico era motivata e doverosa e non nascondeva intenti politici strumentali né tanto meno induceva alla disubbidienza civile né a quella fiscale. Finora le azioni giudiziarie amministrative o ordinarie e che ci sono state sulla questione delle concessioni cimiteriali perpetue hanno determinato due pronunce di inammissibilità di giudici amministrativi (quella del TAR della Toscana per negligenza di notificazione a tutti i firmatari del Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica da parte del Comune di Stazzema e l’altra del Consiglio di Stato per incompetenza di giudizio) e diverse sentenze di primo e secondo grado emesse da giudici ordinari, tutte avverse al Comune di Stazzema. Nell’ ambito della vicenda, sempre la magistratura ordinaria ha ancorché rilevato, dietro esposto presentato dal Comitato Civico, che è stato commesso un reato penale trattenendo per 32 mesi il Ricorso Straordinario al Capo dello Stato ma che non è stato possibile identificare il responsabile. E questo esito indiziario è stato riconfermato con l’archiviazione dell’esposto quando il Comitato Civico ha fatto ricorso e fornito i nomi dei responsabili. Da ricordare ancora che nel 2013, dopo la pronuncia di inammissibilità per incompetenza di giudizio da Parte del Consiglio di Stato, in tutta l’area della Versilia furono esposte locandine del quotidiano La Nazione, redazione di Viareggio, su cui campeggiava a lettere cubitali questa scritta: NAPOLITANO: pagate i canoni sulle tombe di famiglia”. Su questa vicenda amministrativa prima o poi dovrà scendere il sipario, ma la trama  di essa non sarà assolutamente edificante per le amministrazioni che dal 2007 si sono succedute alla guida del Comune di Stazzema, anche nel caso in cui la Corte Suprema di Cassazione riconoscesse la legittimità del provvedimento o competente il giudice amministrativo. Va ricordato che i titolari di questa concessione cimiteriale, in cui la perpetuità non è soggetta a nessun obbligo di rinnovo, si sono rivolti al giudice ordinario solo dopo l’avvenuta pronuncia per “incompetenza di giudizio” del Consiglio di Stato,  organismo che ha individuato nel giudice ordinario la competenza di giudizio sul contenzioso sorto tra ente pubblico e titolari di questa particolare concessione cimiteriale in merito alla richiesta di rinnovo oneroso della medesima.

Giuseppe Vezzoni, 4.1.2020

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