CONCESSIONI CIMITERIALI PERPETUE, UN ALTRO PASSAGGIO VERSO LA CONCLUSIONE DEL CONTENZIOSO SORTO A STAZZEMA

 

 

La Corte Suprema di Cassazione a sezioni unite civili, nell’udienza tenutasi il 15 settembre 2020 ha rigettato due delle cinque motivazioni con cui il Comune di Stazzema ha impostato il ricorso in Cassazione avverso alla sentenza di 2 grado emessa dal Tribunale di Lucca nel 2018 afferente al contenzioso legale sorto tra ente pubblico e titolare della concessione cimiteriale perpetua riguardante una tomba ubicata nel camposanto di Cardoso.

 

 

Le ragioni del Comune di Stazzema, nel ruolo di ricorrente, sono state sostenute dall’avv. Giancarlo Altavillla, mentre quelle della parte controricorrente, una signora titolare della concessione, dall’avv. Luca Giusti. La sentenza emessa ha rigettato i capisaldi del ricorso, ossia che la controversia in questione non poteva considerarsi in quelle ” concernenti indennità, canoni e altri corrispettivi” e di conseguenza la necessità riconoscere la sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo. In parole povere l’ente comunale disconosceva la legittimità del giudice ordinario che aveva emesso la sentenza in cui la parte soccombente era il Comune di Stazzema. Con questa pronuncia vanno a cadere i timori che alcune decine di sentenze emesse dal giudice ordinario (di Pace e di Appello) potessero essere viziate da un difetto di giurisdizione. La Suprema Corte a sezioni civili unite ha rimesso la decisione sugli altri tre motivi alla Prima sezione civile di Cassazione, che regolerà anche le spese dell’intero giudizio in Cassazione.

 

 

Poiché i tre motivi restati inevasi sono già stati respinti nei due gradi di giudizio dal giudice ordinario di primo e secondo grado, c’è una ragionevole fiducia che la sentenza possa trovare conferma anche nella sede della Prima Sezione Civile di Cassazione.

 

 

La vicenda del rinnovo oneroso delle concessioni cimiteriali perpetue è iniziata nel febbraio 2007 e dopo oltre 13 anni non è ancora conclusa. Il Comitato civico sorto nel 2007 per contrastare il provvedimento amministrativo seguirà fino in fondo la vicenda giudiziaria. Anche in questa occasione la posizione assunta dal Comitato Civico è stata confermata. Due importanti ragioni dell’ente pubblico sono state rigettate. Semplificando, il Comune di Stazzema non poteva avvalersi del potere discrezionale di revocare tacitamente, attraverso una determinazione impositiva del canone, una concessione perpetua trasformandola in temporale e conseguentemente imporre un nuovo canone. Dirimere le controversie in merito a indennità, canoni e altri corrispettivi è competente il giudice ordinario e non quello amministrativo. Pertanto anche il difetto di giurisdizione invocato dal Comune di Stazzema non ha trovato alcun fondamento giuridico, così come l’arbitrio amministrativo di poter trasformare le concessioni cimiteriali perpetue in temporali e assoggettarle a canone attraverso una delibera che imponeva il rinnovo oneroso delle medesime, pena la perdita della concessione e la riscossione coatta del canone. Per il resto si dovrà attendere la sentenza che pronuncerà la Prima sezione di Cassazione. Intanto i titolari di concessione perpetua che si sono visti riconoscere le proprie ragioni nei due ordini di giudizio non devono più temere di iniziare da capo la loro difesa presso il giudice amministrativo. Il tentativo del Comune di Stazzema è fallito.
Comitato Civico sui cimiteri di Stazzema
Invia Giuseppe Vezzoni, addetto alla comunicazione.

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