Pellegrini: “Stefano e Claudio, veri eroi, quel giorno ci salvarono due volte”

COMMEMORAZIONE DELL’INCIDENTE AL CANADAIR DEL 18 MARZO DEL 2005: RICORDATI I PILOTI BANDINI E ROSSETI

Deposizione di un mazzo di fiori a Querceta e cerimonia a Vittoria Apuana

SERAVEZZA – “Stefano Bandini e Claudio Rosseti in quel tragico 18 marzo di 17 anni fa ci hanno salvato due volte: dall’incendio che stava divampando sul monte di Ripa e dalle conseguenze che avrebbe potuto avere quel tragico incidente”. Il presidente del consiglio comunale Marco Pellegrini è intervenuto stamani ai due appuntamenti promossi per ricordare il 17° anniversario dell’incidente del Canadair, impegnato a spegnere un incendio sul monte di Ripa, e precipitato dopo aver preso fuoco a seguito dell’impatto con dei cavi dell’alta tensione.

Prima la deposizione di un mazzo di fiori alla scultura che li ricorda nel palazzo civico di Querceta, opera dello scultore Franz Teodoro Sartori, alla presenza dell’ingnegner Roberto Orsini, responsabile dell’Ufficio di Protezione civile del Comune, accompagnato da Carlo Bertoli, al suo ultimo giorno di lavoro prima del pensionamento, dopo anni dedicati alla protezione civile.

Quindi la cerimonia di commemorazione promossa con il Comune di Forte dei Marmi a Vittoria Apuana, dove il Canadair precipitò senza causare vittime, grazie allo spirito di sacrificio dei due piloti.

“Seravezza e Forte dei Marmi, due territori limitrofi – ha aggiunto Marco Pellegrini -, pochi chilometri di distanza che in quell’ultimo volo devono essere stati lunghissimi, pensando alle conseguenze dell’avaria al loro Canadair, il tentativo di arrivare sino al mare per salvare e salvarsi. Infine, vedendo che questo atterraggio di fortuna era impossibile, la decisione di pensare a salvare le persone che avrebbero potuto rimanere coinvolte nell’incidente. La dinamica ha sempre dimostrato come non si sia trattato di un velivolo precipitato per caso in quel punto ma della scelta di impattare in uno spazio dove potevano essere limitati i danni, anche in considerazione delle numerose abitazioni presenti e della vicina Casa di cura “San Camillo”.

Nel corso del ricordo dei due piloti, Pellegrini ha sottolineato che “come amministratori pubblici abbiamo anche il dovere di tramutare quelle immagini che hanno provocato e provocano tutt’oggi dolore in un messaggio che renda sempre vivo il sacrificio di questi due eroi, il loro impegno per l’ambiente, il loro amore per la vita”.

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