COMITATO SPONTANEO DI AZZANO – VIGILARE SUI BENI DI USO CIVICO PERCHE’ POSSANO GODERNE ANCHE LE FUTURE GENERAZIONI

Autunno 2021, tempo di funghi e come funghi nascono i comitati interessati agli usi civici. Comitati che ben vengano, a patto però di percorrere la via della chiarezza. A tutt’oggi così non è: si affiggono avvisi senza firmarli e non si firmano nemmeno i verbali stesi anche a nome degli assenti, e c’è pure qualcuno che si è autonominato coordinatore e pontifica a 360°. In verità tutto questo interesse concorre alla crescita di conoscenza dell’argomento, o almeno si suppone, e tutto sommato merita apprezzamento che adesso si svegli anche chi, tre anni fa, quando il Comitato di Azzano portò avanti e vinse la battaglia contro la transazione, dormiva sodo come la bella addormentata. In questo contesto variegato il Comitato di Azzano, onde evitare fraintendimenti e favorire il raggiungimento dello scopo che si è prefissato, osserva quanto segue:
– i diritti sui beni di uso civico sono intoccabili e appartengono ai naturali; alla generazione di oggi compete vigilare affinché tali diritti non siano negati e possano rappresentare per le generazioni future una via alternativa dell’economia. Lo ricorda la Ostrom. Da ciò discende che il Comitato di Azzano non sarà mai consenziente ad una trattativa che alieni la proprietà che deve restare ai nativi.
– quanto a ricostituire la defunta ASBUC, rea di essersi asservita a precise dinamiche di partito e di aver avallato la transazione, va detto che non è il momento di ricostituire una Amministrazione separata che non ha risorse economiche liquide da amministrare. Una delle cause del naufragio della Asbuc della montagna seravezzina fu proprio questa. Allo stato attuale ci sono le risorse per poter far fronte ad un eventuale contrappello e al ricorso in Cassazione o a Berlino? E, sempre in questo contesto, si richiama all’attenzione anche la cospicua notula che deve essere liquidata al legale della fu Asbuc. L’Amministrazione separata potrà rinascere e funzionare soltanto quando l’Azienda che scava onorerà il dovuto, con gli arretrati. Allora, e solo allora, avrà senso e valore.
– va precisato che il Comitato di Azzano fa una lotta PER e non CONTRO a priori. Gli attriti con la Fillea, chi li ha, se li risolva senza strumentalizzare terzi. La lotta del Comitato di Azzano non è contro i rapporti di forza del sindacato aziendale e non è nemmeno, a fianco degli ambientalisti estremi, contro l’escavazione. E’, si ribadisce, una lotta per non cancellare diritti millenari, per non privare chi verrà di un patrimonio che gli spetta ed è anche una lotta per capitalizzare, finalmente, il profitto dei beni di cui i nativi sono i legittimi proprietari. Una lotta in cui il Comitato, questo sì, sarà contro chiunque remi per alienare, usucapire, dividere, espropriare le terre di uso civico. E questo “contro” non risparmierà NESSUNO.
– quanto al cavar marmi, ribadiamo di non essere per la cessazione dell’attività ma per una escavazione che sia conciliabile con l’ambiente. Falcovaia decapitato e le Cervaiole ridotte a mastaba non ci stanno bene. Come non ci sta bene che sul blog della Azienda si dia come dato di fatto la piena proprietà degli agri e come nello stendere il PABE la passata giunta Tarabella abbia fatto altrettanto. Ma soprattutto non ci sta bene che l’azienda continui a perseguire la via di un’arrogante presupponenza. E’ il momento di dare il dovuto, per noi di non veder più minacciato il nostro patrimonio e di goderne i conseguenti benefici.

Azzano, 12 novembre 2021 IL COMITATO SPONTANEO DI AZZANO

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