Come si suol dire, “i nodi vengono al pettine” . A 15 giorni dall’ incontro, senza stampa, tra alcuni comitati (non tutti sono stati disposti a partecipare, essendo stata esclusa la stampa), le amministrazioni comunali di Massa e Carrara e Gaia s.p.a., e soprattutto ad una settimana dalla concessione della bandiera blu, ecco il divieto di balneazione per escherichia coli  e enterococchi intestinali (enterobatteri). In parole povere, inquinamento da escrementi. Non è colpa del depuratore, ci dicono, ma di cosa abbiano discusso in quell´incontro con Gaia s.p.a., non è dato sapere, dal momento che non c´è stato alcun comunicato stampa. Su un articolo si è detto che il depuratore è in funzione a pieno regime, poi sembra che nella fatidica riunione sia stato detto che, invece, il Lavello funzionerà, a giugno, al 70% e il resto dei lavori si svolgeranno a settembre, sarà davvero così? Se la chiusura della balneazione non è colpa del Lavello, a chi si deve attribuire la colpa? È forse errato dire che la gestione delle fognature è a carico di Gaia? Siamo alle porte della stagione estiva e tra depuratori a mezzo servizio e acqua sporca dai rubinetti, come a Massarosa, che figura fanno i Comuni Apuoversiliesi, con i turisti? Si stanno chiedendo rimborsi sia per una che per l´altra causa, rimborsi che poi, grazie al vincolo del ricavo garantito, finiranno nelle tariffe dei prossimi anni . Perché i Comuni soci continuano a fare azioni sempre troppo soft nei confronti di Gaia?  Chiediamo la verità per la tutela della salute pubblica , per l´interesse delle aziende turistiche e per l´ambiente. Chiediamo alla Regione come mai abbia concesso l´autorizzazione al proseguimento dell´attività ad un depuratore che funziona solo a metà . 8,5 milioni spesi nel 2015 per questo depuratore e, ora, altri 2 milioni che finiranno in tariffa per ritrovarsi con la balneazione chiusa . Chiediamo ai comitati presenti all´incontro, un comunicato stampa che riferisca precisamente cosa è stato detto durante l´incontro con Gaia s.p.a.e le amministrazioni  di Massa e Carrara, così da dover escludere i giornalisti e chiediamo alle amministrazioni comunali che onorino l´impegno preso, portando in conferenza territoriale l´istanza di modifica dell articolo 1 di Gaia, vale a dire, il passaggio da s.p.a. ad azienda pubblica.

 

Comitato Referendum Acqua Pubblica

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