Con L’ avvento del nuovo Governo, e di conseguenza del nuovo collegio di ARERA, l’ autorità che dovrebbe garantire equità nelle tariffe energetiche e idriche, che è adesso a maggioranza pentaleghista, faceva sperare in un cambiamento a favore degli utenti. E invece, no. Si concretizza il solito modo di fare “all’ italiana”, anche questa volta, vale a dire, prendere ai poveri per dare ai ricchi. Infatti, nonostante la presenza pentaleghista nella dirigenza di ARERA, ecco che, in sordina, nella calura estiva ( come da buona e vecchia politica italiana), arrivano gli aumenti per l’acqua . In questi giorni è stato deciso, in ARERA, l’ adeguamento delle tariffe ad effetto retroattivo e, pertanto, arriverà un maxiconguaglio retroattivo che partirà dal 1 gennaio 2018 e avrà come destinatari, ma sarebbe meglio utilizzare il termine vittime, le famiglie numerose e le piccole imprese . Questi i bersagli del conguaglio. Con il nuovo sistema tariffario, verranno calcolate le tariffe in base al nucleo familiare, come riportato anche da Studio Cataldo . E’ assurdo se si pensa che le famiglie numerose, già “svantaggiate” a causa del numero di componenti familiari, con il maxiconguaglio pagheranno di più. Vale lo stesso per e le piccole aziende, che già attraversano un periodo di enormi difficoltà economiche. L’ aumento stimato è di circa 400 euro annui. Questo aumento, ovviamente, andrà a pesare enormemente su quelli che possiamo definire gli sfortunati bersagli del conguaglio, mettendoli ancora di più in crisi, quando invece, ad aziende come le cave o altre grandi industrie,  sono stati condonati, nel 2018, tre anni di canoni di concessione per lo sfruttamento delle sorgenti potabili .

Gaia, nel 2017, aveva ribadito che non avrebbe aumentato le tariffe, almeno finché permanevano cantieri aperti. Con che scuse si recepirà questa nuova norma, visto che le reti di Gaia sono tutto un cantiere , tra perdite , Tallio , ferro nelle tubature e depuratori non funzionanti?

La dirigenza manterrà ciò che ha dichiarato due anni fa oppure, scaricando la colpa su ARERA, adeguerà le tariffe? Il collegio di ARERA parla di adeguamento tariffario al resto d’Europa, dimostrando di vivere al di fuori della realtà. Infatti, nel resto d Europa, le tariffe sono più alte, sì, ma esistono stipendi che sono il doppio rispetto a quelli percepiti dai lavoratori italiani ed è prevista una tassazione più bassa, con maggiori sgravi ai soggetti disagiati. Oggi più che mai, c’è bisogno di un ente pubblico che gestisca le acque (che, come dice il costituzionalista Paolo Maddalena, sono demaniali) in maniera diversa, vale a dire, con particolare attenzione agli aumenti, soprattutto a quelli che certamente arrecheranno disagio ai soggetti più deboli , ed effettuando un serrato controllo sulle reti, che, ad oggi, sono dissestate per la quasi totalità e fanno sì che si verifichi uno spreco che definire indecente è ancora poco. Per questo promuoveremo, a gran voce, un referendum consultivo, affinché i sindaci, fino ad oggi troppo morbidi con GAIA, portino avanti le mozioni, già approvate, per una modifica della società che gestisce le acque, da spa ad ente pubblico .

Comitato per il referendum acqua pubblica .

Fonte: https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Famp%2Fs%2Fwww.studiocataldi.it%2Famp%2Fnews.asp%253fid%3D35343%3Ffbclid%3DIwAR1Kfn7LEh0gRZWVkM5yw6IT0amO7DhxwE-V1rMRfttM6knX3WM9tKCNerI&h=AT3cUfb-BqPJY4w3jSWxsRFEv0DsOtZjhwnNgJD962iGJ8-CBpb17NW6IRea2i0KvmkTn0jrUj2grTeo4EWPUjpH0OGAReHEN2oHCBpWBQT6rQDLSogJCiz_7DcxLA

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