COMITATO PER LA CHIUSURA DI CAVA FORNACE, SUL PRESIDIO PERMANENTE

Il Comitato vuole oggi fare un’analisi dei risultati ottenuti dopo oltre 20 giorni effettivi di presidio permanente, presidio che dopo aver chiuso ieri simbolicamente la discarica da oggi diventa “volante”, pronto a portare la battaglia per la chiusura nelle fiere e nei mercati, tra la gente e la cultura di questa estate versiliese. La mobilitazione e il fiato sul collo alla politica hanno dato i loro frutti, il Comune di Forte dei Marmi pochi giorni fa ha approvato un’ulteriore delibera di Consiglio Comunale che chiede alla Regione di sospendere le attività della discarica. Il 31 luglio a Montignoso è stata approvata all’unanimità una seconda mozione che chiede alla Regione la chiusura in sicurezza di questa discarica, il blocco dei conferimenti in attesa di una seria VIA ex post e maggiori controlli sulle matrici di acqua, aria e terra, un risultato storico visto che è su questo Comune che insiste la maggior parte della discarica. Il presidente di Programma Ambiente Apuane deve rendersi conto che ormai contro questa discarica, che un’inchiesta pubblica ha stabilito da anni essere realizzata in un luogo non idoneo, non vi sono solo dei cittadini riuniti in comitato, ma bensì 4 comuni (Pietrasanta, Forte dei Marmi Montignoso e Seravezza) e l’intero Consiglio Regionale che ha deliberato di nuovo in modo unanime ulteriori misure di controllo e di avvio dei procedimenti di chiusura nei confronti di questa attività insalubre di prima categoria. Per l’ennesima volta sulle solite note della trasparenza e regolarità sbandierata dalla PAA, cogliamo occasione, di invitarli a supportare le nostre richieste alla Regione, chiedete di avviare iter per la VIA EX POST integrale sull’impianto, se tutto è regolare nessuno deve aver paura di questo procedimento di verifica ambientale, Giusto? Infine vogliamo rispondere di nuovo a confartigianato e confindustria, dato che ci risulta esistenza di un tavolo congiunto tra Programma Ambiente, Regione Toscana e enti, professionisti e associazioni tra cui confartigianato e confindustria finalizzato alla rimozione dell’amianto nei comprensori di Prato, Pistoia e Firenze (vedi gonews.it 06/2017) e relativo smaltimento in discarica, vi chiediamo dove stanno gli interessi? Avete reali preoccupazioni per il comprensorio Apuo-Versiliese? Oppure è la solita politica miope del profitto, quella che ha portato al polo chimico Massese e all’inceneritore di Pietrasanta. La regione deve iniziare il percorso per i centri pilota di inertizzazione dell’amianto e magari nel frattempo creare mini-discariche mono-codice dove stoccare l’amianto in attesa di essere trattato, Cava Fornace non è un sito idoneo e non è sicuro e l’amianto è pure in deroga, e ciò che viene conferito li, difficilmente sarà riutilizzabile per la conversione in un prossimo futuro. La battaglia comunque continua fino a che la discarica non sarà chiusa in modo definitivo ed avviato un percorso di controllo e bonifica del sito, la comunità Apuo-Versiliese ha ben dimostrato la sua contrarietà alla discarica a protezione della sua vocazione turistico-ambientale, delle proprie acque e della salute.

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