Comitato contro la discarica di Cava Fornace: anche Massa chiede la chiusura della discarica, e Alia compra il sito!

Dopo il Consiglio regionale, il Comune di Montignoso, Pietrasanta, Seravezza, e Forte dei Marmi, nei giorni scorsi anche il Comune di Massa, con un emendamento, chiede la chiusura della discarica e il comitato e i cittadini sono soddisfatti di questa presa di posizione dell’amministrazione Massese. Risulta ad oggi però sconcertante la notizia che il gruppo Alia S.p.A., proprietaria di programma ambiente S.p.A.  gestore della discarica di cava fornace, abbia acquistato all’inizio di agosto il sito dove continua a svolgere l’attività di Discarica. L’acquisto di tale area ammonta a svariati milioni di euro, un gesto “incomprensibile” alla luce della prevista imminente chiusura  dell’attività di discarica, secondo il volere della politica locale e regionale e alla luce di pratiche presentate alle procure competenti ( che presumibilmente presto daranno i loro esiti ) e visto il mancato pagamento delle royalties al Comune di Montignoso, oltre al fatto che il sito malgrado tutto continua ad essere “ non idoneo”  ad accogliere una discarica che tratta materiali speciali tra cui AMIANTO,  come rimarcato dalla politica, dal ministero e dall’università di Pisa.

Non possiamo fare altro che prendere atto di questa scelta imprenditoriale, anche se ci piacerebbe capire quali ne siano le motivazioni e cosa sottintenda questo atto. Aspettiamo ancora oggi che i due comuni che hanno più competenze in quanto ospitano sui propri territori la discarica, vale a dire Pietrasanta e Montignoso, facciano delle azioni concrete per far sì che vengano messi in atto gli impegni presi nei consigli comunali, pretendendo la sospensione immediata delle attività e l’avvio Verifica di Impatto Ambientale (Via ex-post ) integrale e infine rilascino il parere igienico-sanitario obbligatorio ma nella assurdità di questa situazione mancante agli atti.

Resta inoltre incomprensibile l’atteggiamento dell’assessore Fratoni visti gli indirizzi del consiglio regionale in merito; anche su questo sarà sicuramente la magistratura a far luce dopo la denuncia dei M5S. Cogliamo anche l’occasione  di ricordare pubblicamente ai rappresentanti della discarica (che avevano garantito al comitato e al presidio massima trasparenza e collaborazione) che malgrado le 2 richieste fatte via PEC per avere della documentazione mancante (  in data 1 agosto e 12 settembre 2018) , ad oggi nulla è pervenuto al comitato: ci auspichiamo che si possano avere a breve.

Il Comitato, forte della volontà dei cittadini locali e regionali rappresentati dal consiglio regionale stesso, preannuncia battaglia e mobilitazioni popolari fino a che non si avrà la chiusura definitiva del sito.

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