Il tonfo Blu

Il Comitato e molti cittadini (leggendo anche i tanti commenti dalle varie pagine Facebook) sono rimasti sorpresi della bandiera Blu di Montignoso: nello stesso giorno del grande annuncio mediatico messo in atto dall’ amministrazione di Montignoso, ARPAT confermava la NON IDONIETA’ di balneazione delle spiagge cinquale EST e OVEST e ormai il permanente divieto di balneazione del fiume Versilia, per motivi igienico-sanitari. Cerchiamo di ricordare che il fiume Versilia è inquinato sia da “batteri fecali” sia da altre sostanze di natura chimica, come più volte evidenziato dai rapporti ARPAT e sfocia guarda caso nel tratto di mare Montignosino. Tra le altre cose, nel Versilia siimmette anche il Canalmagro il quale attraversa la Fossa degli Sforza, area da bonificare da decenni, dove anche lì sono presenti metalli pesanti.

Quindi di quale bandiera stiamo parlando, dato che tale riconoscimento dovrebbe essere come riportato dal sito, un riconoscimento ambientale e per la sostenibilità ambientale di un territorio?

Qualcuno ogni tanto si può ricordare che in pancia a Montignoso, come un bubbone” insiste anche una Discarica di materiali speciali , dentro un sito riconosciuto NON IDONEO , accanto ad una zona ZPS come il Lago di Porta che dovrebbe essere zona di tutela ambientale , percorsi , fitness , aria buona e invece a 200 metri lavora incessantemente una discarica che porta terre , polveri e amianto , sopra 2 falde acquifere che alimentano il lago , che alimentano pozzi agricoli e comunali, e infine arrivano al mare in 24 ore.

Eppure in questo territorio martoriato dai tumori, fra il SIN/SIR di Massa e ex inceneritore di Pietrasanta, con fiumi inquinati, tallio, solventi e falde inquinate da organo alogenati, si prova a guadagnare popolarità con Bandiere Blu, proclamando i grandi sforzi AMMINISTRATIVI, come se la salute e il benessere ambientale si potesse risolvere attraverso interventi amministrativi. Il comune di Montignoso e il suo sindaco Gianni Lorenzetti avevano non solo promesso ai propri cittadini, ma firmato un atto a marzo 2019 all’unanimità di richiedere il riesame AIA per la discarica, per valutare in maniera certa e profonda la discarica e il suo reale impatto ambientale: tale cosa si è rivelata solo una presa in giro per i cittadini e il territorio; è passato oltre un anno e i soli documenti arrivati in regione sono quelli del COMITATO. E adesso il sindaco Lorenzetti, (vedi articolo pubblicato pochi giorni fa sulla stampa locale), attacca l’Arpat dicendo che nel denunciare lo stato delle acque marine della costa montignosina l’ente di controllo “sbaglia i tempi e i modi”, come dire che le analisi andrebbero fatte preferibilmente d’inverno, quando i bagni al mare non si fanno. L’Arpat non si deve permettere di rompere il nuovo giocattolino.  (se siete curiosi leggete cosa ha scritto ARPAT sulla questione dei controlli sui tempi e sui modi)

Così mentre la discarica lavora senza sosta, file di camion da tutta Italia per un riempimento celere, i nostri amministratori giocano con le parole e si fanno grandi per una sbiadita bandiera blu, un successo amministrativo ma privo di senso reale, visto il territorio in cui ci troviamo. I cittadini, quelli attenti e non quelli capaci di mettere dei “mi piace” ad ogni sbadiglio mediatico della amministrazione montignosina, aspettano gli atti, quelli VERI come il riesame AIA.

Il Comitato sarà sempre a sostegno dell’ambiente e del turismo sostenibile, ma continuare a guardare da un’altra parte non risolverà il problema, se avete dubbi andatevi a leggere come è finita dalle altre parti con le discariche, prima di esaltarvi per le bandiere blu.

 

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