Il percolato di Cava Fornace è sempre inquinante!

Ci sembra informazione fuorviante verso i cittadini equiparare percolato a norma e, nel caso di cava Fornace, in deroga e percolato non inquinante. Il percolato di un’attività di trattamento rifiuti, com’è la discarica di cava Fornace, è sempre in via generale inquinante per le matrici ambientali, lo dice la legge ambientale, la normativa poi dice anche che se le sostanze contenute rientrano entro certi limiti, appunto entro la norma, può essere scaricato in fognatura pubblica, solo se non ci sono alternative possibili al suo smaltimento. Nel caso specifico le alternative possibili esistono, tant’è che finora il percolato, di origine industriale e non civile, prodotto dai rifiuti stoccati in cava Fornace, è stato costantemente conferito presso centri di depurazione idonei a tale scopo. Non capiamo il motivo per cui si debba procedere con un’altra forma di smaltimento se non quello di un puro e semplice risparmio economico per l’azienda.
Come ci sembra fuorviante non dire pubblicamente che il percolato di cava Fornace non poteva essere inizialmente scaricato in una fognatura civile a causa di una serie di valori alti nelle sostanze potenzialmente inquinanti presenti, tant’è che per aggirare questo impedimento, è stato autorizzato con deroghe multiple (tabella in deroga) che qui riportiamo: concentrazioni ioni di idrogeno da 9.5 a 11.5 , 21% oltre la soglia di legge; solidi speciali totali da 200 a 700 , 350% oltre la soglia di legge; richiesta chimica di ossigeno (cod) da 500 a 1000 , aumento del 100 % oltre la soglia di legge; ferro da 4 a 10 aumento del 250% oltre la soglia di legge; manganese da 4 a 10 aumento del 250% oltre la soglia di legge, cloruri da 1200 a 10000, stiamo parlando di un aumento di oltre 8 volte il valore di legge; fluoruri 12 a 20, aumento del 67% oltre la soglia di legge. Ma pare che anche con tali valori il percolato non poteva essere scaricato, perché i solfati superavano la norma e la deroga, ragion per cui hanno richiesto un’ulteriore deroga aggiuntiva dei solfati da 1000 a 10.000, 10 volte il valore di legge e, oltre a questo, ricordiamo che in generale il percolato può contenere, in percentuali variabili arsenico, bario, boro, cadmio, cromo totale, mercurio, nichel, piombo, cianuri totali, fosforo, che poi sono i componenti che vengono cercati e analizzati nel percolato di cava Fornace, secondo la tabella presente nel piano di monitoraggio. Quindi sproniamo PAA, a pubblicare questi dati, facendo un quadro completo della situazione al lettore, affinché si possa garantire la validità delle informazioni riportate
Per quanto riguarda poi le indagini in corso su ALIA, citiamo dal giornale (Firenze Today 27.05.21) “Inoltre Alia, secondo le accuse, avrebbe conferito presso vari impianti ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi prodotti presso l’impianto di Faltona, utilizzando codici di classificazione (CER) non corretti al solo fine di conseguire ingiusto profitto indiretto rappresentato dal risparmio sui costi di gestione che altrimenti dovevano essere affrontati”. Ci preme solo ricordare che la discarica di cava Fornace è un impianto IPPC 5.4, gestito da PAA ( una delle aziende acquisite da ALIA), autorizzata a riceve rifiuti speciali non pericolosi e amianto ( rifiuto pericoloso ) e che, attualmente, alla Commissione di controllo a cui il Comitato partecipa attivamente con i suoi rappresentanti non sono stati ancora fatti pervenire i MUD completi del 2019 e 2020 che permetterebbero appunto di fare attente verifiche sui rifiuti speciali non pericolosi conferiti in discarica, chi li ha portati, da dove provengono, cosa e quanti sono, che aiuterebbero a fugare qualche dubbio. Quindi invitiamo PAA, nell’ottica di quella trasparenza di cui ricorrentemente si fa vanto, a fornire quanto richiesto perché le verifiche non si fanno semplicemente visitando l’impianto ma appunto con attenti e approfonditi controlli che accertino come l’impianto gestisce e sotterra i
rifiuti.

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