COMITATO ACQUA ALLA GOLA

Quando si sente parlare dell’eccellenza di Gaia non si può non pensare a Massarosa, dove l’acqua da anni, oramai, presenta una costante torbidità causata da diverse sostanze in essa disciolte . La torbidità si misura con la capacità della luce di attraversare un campione di acqua e l’ acqua di Massarosa , Pian di Mommio e Pian di Conca,  può far concorrenza ai migliori occhiali da sole sul mercato. Infatti, pur non essendoci una normativa ben precisa sulla torbidità, le linee guida dell’ OMS parlano di 1 ntu.  Ecco, l ‘acqua di Massarosa arriva a 1,4 ntu e la concentrazione di ferro, che dovrebbe al massimo raggiungere un range di 200, arriva a 324 . Nonostante l´ASL abbia detto che l’acqua non è conforme, come da documento allegato, Gaia continua a far pagare le bollette dichiarando la potabilità dell’acqua . L’ultimo episodio risale a pochi giorni fa, nella Frazione di Piano di Conca, dove nella mattinata del 11 novembre la gente già esasperata si è vista di nuovo arrivare in casa acqua arancione. Ricordiamo le parole del direttore Generale di Gaia che disse che lui quell’acqua l´avrebbe bevuta, noi, invece, vogliamo sapere perché si mette a rischio la salute delle persone? Perché far pagare un acqua non conforme e neppure sicura per la salute pubblica? Queste domande verranno contestualmente presentate in un interrogazione regionale, da parte della consigliera Monica Pecori . Oramai dopo le mozioni dei Comuni di Massa , Carrara e Tresana si capisce che Gaia SPA non avrà più lunga vita come S.P.A., e ci auguriamo che altri sindaci accettino di tutelare i cittadini e non una società voluta dalla politica e difesa dalla stessa a spada tratta . Mantenere Gaia, o qualsiasi S.P.A. a gestione dell’acqua, significa veder crescere il pericolo di una privatizzazione non più del settore idrico ma delle fonti, come scritto nel decreto Gentiloni 2018, comma 605, il quale ha tolto il controllo delle fonti del centro sud all’ E.I.P.L.I ( un Ente pubblico non economico col compito di studiare, progettare e realizzare grandi opere per l’accumulo e il trasporto dell’acqua nel Mezzogiorno d’Italia, per consentire l’irrigazione dei campi e fornire a tutti acqua potabile, affrancando i territori dalla miseria, un ente del quale ha posto la prima pietra il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi. Grazie a quel lungimirante impegno e ai fondi pubblici della Cassa del Mezzogiorno, sono state realizzate grandi opere idrauliche, nel tempo, che attualmente, con un moderno sistema di telecontrollo, sono in grado di gestire 1 miliardo i metri cubi di acqua all’anno tra la Puglia, il Molise, la Basilicata, la Campania, il Lazio e la Calabria, con soli 140 dipendenti). Ma il progetto della regione Toscana è quello di assimilare tutti gestori idrici Toscani in un’ unico gestore , poi quotare in borsa ( come da rapporto dell’assessora Fratoni) il gestore , semplice poi capire che con una scalata qualsiasi multinazionali potrà impossessarsi delle fonti Toscane. Ci auguriamo che gli altri sindaci, soci di Gaia, rispettino il volere dei cittadini e non delle grandi multinazionali rendendo di nuovo pubblica (e facengolo velocemente) GAIA, sottraendo, cosi, le fonti Apuo-Versiliesi ad un progetto scellerato e alquanto pericoloso, non solo per la salute ma anche per le finanze dei cittadini.
Acqua alla Gola

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