Come si coltiva il pomodoro

Come si coltiva il pomodoro

Come si coltiva il pomodoro

la pianta del pomodoroIl pomodoro è una pianta originaria del Perù che negli ultimi 200 anni è stata selezionata in moltissime varietà da coltivare, adeguandola ai più disparati climi e terreni.

Si tratta di un ortaggio che non può mancare in ogni buon orto domestico, per cui eccomi qui a darvi alcuni consigli su come coltivare i pomodori. Come sempre consideriamo di farlo nel rispetto dell’orticoltura biologica, ossia senza usare insetticidi chimici ma con metodi naturali di difesa, per ottenere ortaggi sani.

Dal pomodoro a ciliegina fino al cuore di bue, dal classico pomodoro da salsa agli stravaganti pomodori neri, parliamo di una verdura che non stufa mai, per via delle sue numerose varietà e dei mille utilizzi che trova in cucina. La soddisfazione di mangiare un pomodoro colto direttamente dalla propria pianta ripagherà di tutto il lavoro agricolo, vediamo quindi come coltivare al meglio questo ortaggio in un orto biologico.

 

Il terreno, la concimazione, il clima

Terreno e clima. Il terreno ideale per coltivare i pomodori è con ph=6 e deve essere ricco di nutrimenti e sostanza organica, oltre che drenante. Questa coltura richiede un’ottima esposizione solare e teme climi troppo freddi oppure l’eccessiva aridità.

Concimazione. La concimazione del pomodoro è importante per un buon raccolto, si inizia a spandere il fertilizzante in fase di lavorazione preparatoria del terreno. Come quantità calcoliamo 0,6 kg di concime organico pellettato al metro quadro, 10 volte tanto se si tratta di letame o compost maturo. Potendo scegliere è sempre meglio usare il letame maturo piuttosto che i pellet, visto che apportando più sostanza si ammenda il suolo, migliorandone la struttura. Se la produzione è scalare si può intervenire in corso d’opera con aggiunte di concimazione, intervenendo anche con prodotti organici idrosolubili come sangue di bue o borlande (residui della lavorazione della barbabietola).

Come si seminano i pomodori

Seminare le piante di pomodoro. Il pomodoro va seminato in seminiera, tra febbraio e marzo, il seme germoglia in una settimana circa. Deve essere collocato in un ambiente caldo: occorrono circa 24 gradi per germogliare. Richiede poi almeno 13 gradi per crescere. Il pomodoro è una pianta sensibile alla temperatura piuttosto che alle ore di luce. Si può approfondire il tema leggendo i consigli di Orto Da Coltivare sulla semina dei pomodori.

Il trapianto del pomodoro: Dalla semina in semenzaio si passa poi in vaso, fino allo stadio di prefioritura. A questo punto si può trapiantare, a patto che le temperature minime siano di almeno 10 gradi. I fiori hanno bisogno di minimo 13 gradi per allegare, altrimenti c’è una cascola senza frutto. Il trapianto in fase di prefioritura, quando le piante sono alte circa 30 cm, permette di disporre le piantine con i fiori rivolti all’esterno dell’aiuola, così tutti i fiori emergeranno da quel lato e sarà molto comoda la raccolta.

Sesto di impianto. Per decidere a che distanza trapiantare le piantine di pomodoro bisogna sapere se la pianta è a portamento determinato (smette di crescere arrivata a una certa dimensione, quindi non richiede supporti) oppure a portamento indeterminato (occorre predisporre supporti). I pomodori da orto solitamente sono a crescita indeterminata e si fanno file distanti 70 cm (50 cm lungo la fila tra una pianta e l’altra), è comodo disporre a bina i sostegni (fare due file appaiate, i sostegni si incrociano in alto, dove si legano, in questo modo il sostegno guadagna stabilità e una parte non subisce mai traumi alle radici. Le piante a portamento determinato si trapiantano a file distanti 120 cm e a 70 cm sulla fila, la distanza è maggiore perché hanno uno sviluppo in orizzontale.

Coltivare il pomodoro

La potatura dei germogli ascellari. La pianta di pomodori produce dei germogli all’ascella delle varie foglie, chiamati anche cacchi o femminelle. Questi vanno recisi vicino alla base appena possibile (con le foglie o anche con l’unghia), perché disperdono l’energia della pianta. Lo stesso vale per i succhioni che crescono alla base. Femminelle o succhioni di una certa dimensioni possono essere usati per riprodurre la pianta a talea, così si otterranno poi pomodori tardivi. Gli ascellari recisi possono essere lasciati ai piedi delle piante per non impoverire il terreno. Se il suolo ha troppo azoto possono nascere femminelle anche dai grappoli di fiori e dalle nervature delle foglie.

Cimatura. Il pomodoro va lasciato crescere fino a settembre, infine si cima il germoglio centrale lasciando che la pianta si concentri sull’altezza raggiunta piuttosto che allungarsi ulteriormente. Le varietà a crescita determinata non devono essere cimate.

Quanto irrigare il pomodoro: per la coltivazione in serra il pomodoro necessita di 1.400 litri ogni metro quadro, nell’orto naturalmente dipende dal clima e dal terreno. Mediamente bastano 600 – 900 litri compresi quelli che cadono come pioggia. Si può considerare per avere un’idea un millimetro di pioggia = 1 litro d’acqua ogni metro quadro. Se non piove normalmente si bagna una/due volte la settimana, abbondantemente ma senza far ristagnare.

Rotazione. Il pomodoro è un ortaggio che viene ben concimato e generalmente lascia una fertilità residua che può esser sfruttata da piante meno esigenti. Dopo il pomodoro si possono coltivare ottimamente leguminose (come fave, ceci, piselli, fagioli) anche senza concimazione di fondo, oppure liliacee (aglio o cipolla).

 
 https://www.ortodacoltivare.it/verdure/pomodoro.html

Malattie del pomodoro

Se si verificano malattie funginee è bene ricordare che le piante vanno bruciate o buttate nell’immondizia e non devono essere usate per fare compostaggio o lasciate sul terreno. Inoltre le spore di malattie come la peronospora del pomodoro o il fusarium possono restare nel terreno e colpire nuovamente l’orto gli anni successivi, per questo è importante la rotazione delle colture. Nell’orticoltura biologica la prevenzione è fondamentale: se si creano le condizioni per un orto sano si riesce a evitare di ricorrere a trattamenti.

peronospora del pomodoro

Peronospora. Questa malattia si riconosce per l’ingiallimento delle foglie, guardando controluce si notano diverse densità nella foglia ingiallita. Il colore poi passa al brunastro e si trasmette a fusto e frutti. Sui frutti del pomodoro la peronospora si manifesta in macchie a cerchi concentrici. Normalmente colpisce a partire da metà agosto, a causa dell’umidità notturna e delle temperature. Per combatterla si usa la poltiglia bordolese o comunque prodotti biologici a base di rame. Bisogna fare i trattamenti anche in presenza di fiori, si deve irrorare al mattino quando sono ancora chiusi, tenendo presente che la carenza è di 20 giorni. Per i pomodori da salsa il trattamento col rame va anticipato e deve essere fatto prima della fine di luglio. Come si evince dalla lunga carenza non sono trattamenti senza conseguenze: il rame è da usare con cautela e solo in casi di grande necessità.

Alternaria. Altra malattia funginea che colpisce il pomodoro e come la peronospora inizia con un ingiallimento fogliare, per poi manifestarsi in macchie scure e marciume nei frutti. Il marciume si può trovare in qualsiasi parte dei frutti, si distingue così dal marciume apicale, che è invece una fisiopatia. L’alternaria in agricoltura biologica si contrasta sempre con trattamenti di rame.

Fusarium e verticillium. Il fusarium del pomodoro provoca una morte rapida delle piante, che si seccano dopo essere appassite. Aprendo il fusto si notano i capillari neri, segno dell’infezione. La pianta colpita va eliminata prontamente, altrimenti la malattia si diffonde rapidamente tra tutta la nostra coltivazione di pomodori.

Rizottonia o pitium. Malattia funginea che colpisce pomodoro, carota e prezzemolo, agisce  quando c’è forte umidità e temperature di almeno 20 gradi, colpisce la pianta al colletto e alle radici. Per evitarla conviene disinfettare il terriccio di semina e il terreno dell’orto col rame.

Batteriosi. Quando il pomodoro è affetto dai batteri si manifestano piccoli puntini sulle foglie e un arresto della crescita, il rame può curare questo problema, non essendo irreversibile come le malattie crittogamiche.

Fisiopatie del pomodoro

A differenza delle malattie le fisiopatie sono problematiche dovute a condizioni ambientali anomale, ripristinando la situazione corretta si può salvare la pianta. Vediamo i principali sintomi che qualcosa nel clima o nel terreno non sta andando per il verso giusto.

Marciume apicale. Si manifesta come una macchia nera sui frutti, colpisce soprattutto le varietà di forma allungata ed è chiamata scherzosamente il “culo nero del pomodoro”. Il marciume apicale è dovuto generalmente a carenza d’acqua, può anche essere dovuto a troppo azoto o potassio nel terreno. Si tratta di una delle fisiopatie più comuni, si può approfondire leggendo l’articolo dedicato appunto al marciume apicale.

Scatolamento del pomodoro. Capita che il frutto risulti molle e appassito perché si arresta lo sviluppo della placenta. Questo fenomeno prende il nome di scatolamento ed è dovuto a un’improvvisa carenza di acqua.

Non colorazione. Con temperature sopra ai 35 gradi si interrompe la produzione di licopene, per cui il pomodoro non prende colore. Spesso si verifica contemporaneamente anche lo scatolamento del frutto.

Spaccatura del frutto. Il pomodoro inspessisce la buccia in caso di siccità, successive piogge forti possono spaccare i frutti.

Screpolature. Sono dovute ad una forte umidità dell’aria, avvengono in genere a partire dalla seconda metà di agosto. Si manifestano con forma di ragnatela che colpisce solo la parte superiore, mentre quella inferiore resta sana.

Scottature. Il sole forte può rendere biancastro o marroncino il frutto del pomodoro, nei giorni di forte sole estivo conviene ricorrere a reti ombreggianti per evitarlo.

Muso di gatto. Sono chiamate così tre macchioline secche che compaiono sul frutto all’apice, a causa di mancata produzione di auxine. Si verifica se si tolgono troppe foglie alla pianta, attenzione a potature energiche.

Insetti e parassiti del pomodoro

  • Afidi. Questi pidocchi del pomodoro sono pericolosi soprattutto perché trasmettono virosi alle piante, si riconoscono a prima vista quando fanno accartocciare le foglie. Nell’orto biologico si possono combattere gli afidi con piretro (insetticida biologico) oppure con metodi naturali, come aglio, macerato di ortica o sapone di Marsiglia. La difesa biologica dagli afidi la fanno soprattutto le coccinelle, instancabili predatori di questi pidocchietti.
  • Elateridi. Si tratta di vermetti sotterranei che attaccano le radici, si nota il loro attacco osservando il deperimento inspiegato delle piante. Su Orto Da Coltivare potete approfondire come difendersi dagli elateridi in modo biologico.
  • Nottue. Le larve di queste falene escono dal terreno notte tempo e mangiano la parte aerea delle piante, si possono combattere col bacillo thuringensis, per saperne di più si può leggere la difesa dalle nottue.
  • Dorifora. Questo coleottero attacca le piante solanacee come patata e pomodoro, trovate su questo sito un articolo con qualche consiglio per difendere l’orto dalla dorifora.
  • Mosca bianca. Insetto simile agli afidi come azione, si può leggere l’articolo dedicato alla mosca bianca.
  • Cimici. Questi insetti rovinano i frutti dei pomodori punzecchiandoli, per questo è opportuno prendere le dovute contromisure, sempre all’interno di una difesa biologica e naturale. Per intervenire con gli insetticidi biologici è utile scovare il nido, approfondite leggendo i rimedi contro le cimici
  • Limacce e lumache. Questi gasteropodi mangiano la parte aerea della pianta, potete leggere come difendersi dalle lumache con metodi naturali.
  • Topi e arvicole. Se avete problemi di roditori nel campo potete approfondire i metodi per allontanare i topi dall’orto.

Le varietà di pomodoro

frutti di pomodoroIl pomodoro è un ortaggio per cui sono state selezionate tante varietà, diverse possono essere le forme del frutto (ad esempio piriformi, allungati, rotondi, a ciliegina) e il colore della buccia (dal giallo al rosso, con striature di nero o di verde), ma soprattutto distinguiamo le diverse varietà di pomodori in base al tipo di crescita della pianta. Abbiamo quindi pomodori a crescita determinata (smette di crescere) o indeterminata (continua a crescere e quindi deve essere cimato).

Generalmente le piante a sviluppo determinato sono pomodori destinati all’industria, mentre quelli da consumo fresco e quindi da orto sono a crescita indeterminata, anche perché hanno maturazione scalare e sono quindi migliori per coprire le esigenze di consumo dell’orto famigliare, in cui l’obiettivo è portare in tavola verdura fresca.

Ci sono tante varietà di pomodoro famose, in genere si distinguono quelle da salsa da quelle da tavola, dai pomodorini ciliegina al pachino. Buone qualità di pomodori da tavola sono ad esempio marmande, cuore di bue e carmelo.

Per aiutarvi a scegliere quali varietà di pomodoro seminare nell’orto abbiamo scritto un articolo che descrive le diverse varietà di pomodoro da noi consigliate. Provate a darci un’occhiata.

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