Come denunciare chi lavora in nero e prende il reddito di cittadinanza? Il governo chiede aiuto ai comuni cittadini per scovare i «furbetti» del RdC. Vediamo a chi inviare la segnalazione e in che modo.

Come denunciare chi lavora in nero e prende il reddito di cittadinanza

La norma sul reddito di cittadinanza prevede delle sanzioni molto dure per chi viene denunciato perché lavora in nero.

Da quando la misura del governo giallo-verde è entrata in vigore ormai quasi un anno fa con il decreto 4/2019, convertito nelle Legge 26/2019, sono stati diversi i “furbetti” scoperti a percepire indebitamente il reddito di cittadinanza.

Fin dalla sua nascita i governanti ci hanno tenuto a precisare che sarebbe stato importante il supporto dei cittadini per scovare beneficiari indegni. Di conseguenza dovrebbe essere compito dei cittadini italiani denunciare chi lavora in nero, ma percepisce il reddito di cittadinanza qualora ne fossero a conoscenza.

La Guardia di Finanza nell’ultimo anno ha portato a termine, con INPS, Agenzia delle Entrate e Ispettorato del Lavoro, una serie di indagini per scovare chi percepisce il reddito di cittadinanza senza averne diritto.

Intanto anche per questo 2020 la Guardia di Finanza ha avviato un’altra serie di controlli su beneficiari e aziende ad alto rischio. Vediamo ora come denunciare chi lavora in nero e prende il reddito di cittadinanza.

Come denunciare chi lavora in nero e ha mentito per prendere il RdC

Ci sono diversi modi per denunciare chi lavora in nero ma prima di vedere quali sono è bene fare una precisazione: chi lavora senza regolare contratto non rischia nullaa differenza del datore di lavoro – se non nel caso in cui abbia approfittato di questa situazione per beneficiare di un sostegno statale quale può essere la Naspi o appunto il reddito di cittadinanza.

Quindi solo nel caso in cui grazie all’omissione del lavoro nero l’interessato abbia beneficiato del reddito di cittadinanza scattano le sanzioni nei suoi confronti.

Tra i metodi consigliati per fare denuncia e segnalare che chi prende il reddito di cittadinanza lavora in nero c’è quello di farlo rivolgendosi alla Guardia di Finanza.

Potete farlo presentandovi in uno dei comandi territoriali delle Fiamme Gialle, segnalando l’accaduto ad un incaricato (possibilmente portando prove certe di quanto sostenete). La vostra denuncia può essere anche anonima, ma ricordate che questa verrà presa in considerazione solo se lascerete i vostri dati anagrafici; questi saranno comunque trattati nel rispetto della riservatezza e della privacy quindi il mantenimento dell’anonimato dovrebbe essere garantito, tuttavia è bene ricordare che in diverse occasioni i giudici hanno stabilito che la riservatezza debba cedere il passo al diritto dell’interessato a conoscere il nome di chi lo ha denunciato così da potersi difendere.

Per avere la certezza di restare anonimi, quindi, potete inviare una segnalazione anonima per mezzo di posta al comando della Guardia di Finanza, indicando con precisione sia i dati del lavoratore che quelli dell’azienda presso cui sarebbe impiegato. Non è detto però che la vostra segnalazione venga presa in considerazione, visto che le autorità tendono a preferire – per queste fattispecie – le segnalazioni nominative.

Qualora la denuncia o la segnalazione dovesse essere ritenuta affidabile allora ne scatterà un accertamento della Guardia di Finanza, alla quale è affidato il compito di verificare che il titolare del reddito di cittadinanza non abbia mentito sui redditi o sulla propria posizione lavorativa per beneficiare di questo strumento.

Cosa rischia chi lavora in nero per prendere il reddito di cittadinanza

Se l’accertamento da parte della Guardia di Finanza dovesse confermare quanto da voi sostenuto nella denuncia e nella segnalazione allora per il titolare del reddito di cittadinanza sarebbero dolori.

Nel decreto 4/2019 nel quale sono descritte le regole per il reddito di cittadinanza viene stabilito che chiunque ometta informazioni sulle proprie entrate così da rientrare nei requisiti previsti dalla normativa rischia una sanzione penale molto severa: è prevista, infatti, la reclusione per un periodo che va da due a sei anni, oltre alla perdita del reddito di cittadinanza e alla restituzione di quanto impropriamente percepito.

Meno severa la sanzione per chi viene segnalato per aver iniziato a lavorare (anche con regolare contratto) senza darne la tempestiva (entro il 30° giorno dal verificarsi dell’evento) comunicazione all’Inps: in tal caso, infatti, la reclusione va da uno a tre anni, mentre è confermata la perdita e la restituzione del reddito di cittadinanza.

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