Giornalismo sportivo: Giani, collaborazione con settore vicino ai cittadini

 

Presentata a palazzo Panciatichi la ricerca “Precarietà complessa”: un questionario proposto in tutta Italia tratteggia profonde modificazioni

 

Firenze – Come cambia il giornalismo sportivo al tempo del web e dei social network.

Se ne è parlato oggi, lunedì 16 maggio, a palazzo Panciatichi, in un seminario di aggiornamento per giornalisti sportivi organizzato dall’Associazione stampa toscana, in collaborazione con il Gruppo toscano giornalisti sportivi Ussi. “Quello dell’Assemblea regionale è uno spazio che voglio rendere sempre più aperto, tanto più per il settore al quale mi sento più vicino, quello dello sport, che rimane la mia bussola nell’impegno politico e amministrativo”. Così il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, ha rivolto il saluto istituzionale alla platea dei giornalisti sportivi riuniti nell’Auditorium di palazzo Panciatichi. Lo sport, in quanto “parte connaturata alla vita della comunità”, deve dunque essere di casa in Consiglio regionale “e il ruolo del giornalista sportivo merita analisi e approfondimenti: una attività che sarebbe sbagliato considerare di nicchia, così come lo sport in generale, se messo in rapporto con la vita dei cittadini”. A conferma, ha spiegato Giani, “come delegato del Coni sto sviluppando, e avremo i dati il prossimo mese, uno studio scientifico sul fenomeno dell’abbandono sportivo principalmente nel passaggio tra infanzia e adolescenza, una ricerca svolta su un campione di tremila persone a Firenze, per capirne fino in fondo la portata”.

Nel seminario, sono stati presentati i risultati di “Precarietà complessa: il profilo del giornalista sportivo nell’Italia di oggi”, una ricerca realizzata dal Communication Strategies Lab e pubblicata all’inizio del 2015, facente capo al dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Firenze, in collaborazione con l’Ussi. Un questionario è stato proposto ai giornalisti presenti sulle tribune stampa degli impianti sportivi di tutta Italia.

La ricerca – presentata da Pippo Russo, giornalista e docente di Sociologia alla Università di Firenze e Matteo Coppi, che ha curato la parte relativa alle fasce più giovani, e commentata da Luca Toschi, direttore del Communication Strategies Lab dell’Università di Firenze, e docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi al corso di laurea di Teoria della comunicazione –, tratteggia il profilo professionale del giornalista sportivo nell’Italia di adesso, una lente di ingrandimento sulla trasformazione delle professionalità e dei mestieri all’interno del mondo dell’informazione. Una attività che si trova “nel pieno di un passaggio di trasformazione”. Un settore ancora vitale, dove pure diminuiscono i giornalisti a tempo indeterminato – secondo i dati raccolti sono il 36,7 per cento del totale, percentuale che scende al 16,3 per cento tra i colleghi al di sotto dei 30 anni –, fatto di giornalisti che “affrontano con grande scrupolo il mestiere senza lasciarsi condizionare dalle pressioni esterne e dalle difficoltà congiunturali” e lo fanno “mostrando un certo orgoglio”, sebbene “in linea generale, il giornalismo sportivo non gode di fama univoca”. Nel giornalismo sportivo italiano di oggi “si registra un grado molto elevato di formazione, ciò che compone un capitale culturale diffuso estremamente rilevante”, e con una attenzione crescente al bisogno di formazione, per rispondere alla maggiore complessità legata “sia all’ampliarsi del numero di temi con cui ci si deve confrontare facendo cronaca sportiva”, sia alla molteplicità degli strumenti comunicativi oggi utilizzati.

La giornalista Paola Fichera ha portato i saluti dell’Associazione stampa toscana, anche a nome del presidente Sandro Bennucci. Franco Morabito, presidente dell’Ussi Toscana ha moderato gli interventi. (s.bar)

 

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