Clausola sociale nelle gare rifiuti, approvata mozione di Baccelli (Pd) per inserimento

 “Garantire adeguata tutela a cooperative sociali e ai loro lavoratori”

 Inserire specifiche “clausole sociali” nelle procedure di gara per la scelta del partner privato di RetiAmbiente S.p.A., società che si occupa del servizio di gestione integrata rifiuti per l’ATO Costa,  per dare adeguata tutela alle cooperative sociali attualmente operanti e ai loro dipendenti, in molti casi soggetti svantaggiati. Approvata dal Consiglio regionale, nella seduta odierna, la mozione proposta da Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd e presidente commissione Ambiente e Territorio, con questo obiettivo, titolata proprio,“In merito all’inserimento di clausole sociali nell’ambito degli atti della procedura per l’affidamento dei servizi attinenti al ciclo integrato dei rifiuti”.

“È fondamentale trovare un punto di equilibrio nelle procedure di gara in arrivo per tutelare le cooperative sociali di tipo B, dal momento che svolgono un ruolo meritorio, occupando soggetti con varie disabilità nell’ambito di un percorso rivolto a un inserimento lavorativo. – ha spiegato Baccelli in aula – La disciplina in vigore offre tutele certe per i dipendenti delle ditte appaltatrici del servizio, garantendone il riassorbimento in caso di nuova gara, mentre risulta più difficilmente applicabile per le cooperative sociali di tipo B, che operano attualmente in regime di subappalto per i servizi esternalizzati. Se da un lato la recente evoluzione in tema di appalti ha visto notevoli aperture su questo fronte, riconoscendo la necessità di coniugare l’affidamento dei servizi al perseguimento di finalità sociali, mancano però tuttora meccanismi precisi di garanzia per chi opera già sulla base di questo binomio. Non sarà semplice ma vogliamo comunque sollecitare l’impegno a rintracciare modalità che tutelino queste realtà e i loro dipendenti, specifiche clausole sociali ma anche la possibilità di riservare in loro favore una quota di servizi esternalizzati. Riteniamo prioritario nell’ambito della riorganizzazione dei servizi tutelare i lavoratori, soprattutto se parliamo di persone svantaggiate con cui è stato avviato un importante percorso di reinserimento e avviamento professionale”.

“Nell’ambito della riorganizzazione dei servizi ambientali è stata istituita, con legge regionale 69/ 2011, l’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani per l’ambito territoriale ottimale Toscana Costa (ATO Toscana Costa) costituito dalle quattro Province di Livorno, Pisa, Lucca e Massa-Carrara; è stata prevista inoltre l’individuazione di  un solo gestore affidatario del servizio, che nel caso dell’ATO Costa, è la società Retiambiente Spa. – si legge nel dispositivo – Questa riorganizzazione avrà l’effetto di determinare un esercizio unitario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, con la possibilità di passaggio al nuovo Gestore unico del personale dipendente attualmente impiegato presso le attuali gestioni e presso i Comuni che confluiscono nel servizio integrato”. Nella mozione si ricorda inoltre che “nel perimetro territoriale interessato dalla nuova gestione dell’ATO Toscana Costa, sono presenti da più di dieci anni, operando con gli attuali gestori nell’ambito di servizi esternalizzati, 10 cooperative sociali di tipo B che occupano soggetti con disabilità o svantaggiati nell’ambito di un percorso finalizzato all’inserimento lavorativo”.

Ancora, viene messo in evidenza che “la disciplina attualmente prevista nei contratti collettivi nazionali del lavoro di categoria garantisce infatti solo in parte i soggetti impiegati dai precedenti appaltatori locali, in quanto tutela esclusivamente i dipendenti delle ditte appaltatrici del servizio garantendone il riassorbimento – e pertanto il mantenimento del posto – anche in caso dei cosiddetti cambi d’appalto” e che “diversamente non sembra certa l’applicabilità delle predette garanzie previste per i dipendenti delle ditte e delle società che in via diretta gestiscono il servizio, anche ai lavoratori impiegati dalle suddette cooperative sociali di tipo B, che operano attualmente in regime di subappalto per i servizi esternalizzati”. Da qui la necessità dell’impegnativa, ovvero la richiesta di “verificare la possibilità di inserire, nell’ambito delle procedure di gara per la scelta del partner privato di RetiAmbiente S.p.A. specifiche ‘clausole sociali’ che consentano di dare adeguata tutela alle cooperative sociali operanti con gli attuali gestori del servizio oggetto di riorganizzazione e ai dipendenti delle stesse,  ed in particolare a valutare nel contratto di servizio, destinato a regolare i rapporti tra ente d’Ambito e Gestore unico, l’inserimento di una clausola contrattuale finalizzata a obbligare il Gestore a riservare l’esecuzione di alcune tipologie di servizio in favore della cooperative sociali di tipo B che sono attualmente operanti in regime di subappalto e la previsione di criteri di valutazione quantitativa delle offerte che consentano la valorizzazione dell’affidamento di servizi esternalizzati in favore delle suddette cooperative sociali”.

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