Si fa sempre un gran parlare di valorizzazione del territorio, eppure è servita una interrogazione di Patto Civico per avere un’idea, purtroppo risultata decisamente vaga a giudicare dalle risposte ricevute, di ciò che l’Amministrazione Tarabella intendeva attivare per celebrare una ricorrenza di così grande importanza per il nostro territorio, quale l’arrivo di Michelangelo a Seravezza e l’anniversario del cinquecentennale di tale evento. 
 
Agli inizi del 1518 Michelangelo decise di trasferirsi a Pietrasanta per occuparsi delle nuove cave dell’Opera di Santa Maria del Fiore ed il 15 marzo di quello stesso anno Michelangelo stipulava con un gruppo di scalpellini di Settignano, il primo dei contratti che riguardavano  i marmi destinati alla facciata di San Lorenzo. Nel contratto venivano precisate le caratteristiche e le misure dei materiali da fornire e veniva specificatamente indicato che i marmi dovevano essere estratti nelle cave di Trambiserra e di Cappella, poco sopra Seravezza.
 
E’ con questo passaggio che si avvia la storia tribolata della permanenza di Michelangelo nei territori seravezzini, un periodo non facile per l’artista che, tuttavia, fino al 1520 vi rimase, lasciando tracce sparse del proprio passato, tracce rimaste ai più, di fatto semi sconosciute. 
 
Come denunciato dalla consigliera di Patto Civico Vanessa Greco nell’assise del consiglio comunale del 12 febbraio scorso, è molto grave che, ad oggi, nessun programma di iniziative sia stato diffuso dal’ AC e che quel giorno del 1518 in cui si sceglievano le cave seravezzine come quelle di provenienza per i marmi di San Lorenzo, sia passato del tutto inosservato agli occhi del Sindaco, della Giunta e dell’Assessorato alla Cultura. 
 
Va detto,  altresì, che anche la stessa Fondazione Terre Medicee destinata per suo stesso statuto a valorizzare gli aspetti più significativi della Seravezza medicea, si è del tutto disinteressata della ricorrenza suddetta, da ritenersi di rilevanza internazionale e si è costretti, quindi, a prendere atto di una sua assoluta inadempienza rispetto a tale compito, preferendo, la stessa, promuovere altri eventi, che, con tutti rispetto, in questa occasione avrebbero dovuto lasciare il passo.  
 
In più, con la delibera del 31.01.2018 la Giunta, in colpevole ritardo, ha nominato in extremis un comitato scientifico con lo scopo di occuparsi, come si legge nell’atto, di logistica, marketing, accoglienza, comunicazione ed amministrazione, mettendo in atto quindi una misura non solo estremamente tardiva ma anche dalle finalità poco chiare visto che il gruppo di esperti individuato dovrebbe svolgere compiti che a quanto pare solo marginalmente riguardano contributi di carattere culturale o scientifico. 
 
Purtroppo la sensazione è che si cerchi di “rattoppare” all’ultimo minuto una generale mancanza di organizzazione e progettualità intorno ad un evento che invece doveva assolutamente essere  di prioritaria importanza per il settore Cultura del Comune e per la stessa Fondazione Terre Medicee, potendo potendo rappresentare una concreta attrattiva a livello turistico. Una tale ricorrenza meritava a nostro avviso di essere adeguatamente programmata, per tempo, nei dettagli e secondo le molteplici sfaccettature che poteva offrire. Si tratta, dunque, dell’ennesima, grandissima, occasione persa per far conoscere i caratteri di estremo valore storico-artistico e culturale del nostro territorio e per la quale si sta cercando di correre ai ripari in tutta fretta, ci auguriamo sinceramente che vi si riesca in modo convincente.

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