Pronti ad affiancare la Regione nel ricorso al Tar per la difesa del piano di indirizzo territoriale. Lo scrivono a chiare lettere, in una nota congiunta, i Comuni di Lucca, Camaiore, Massarosa, San Giuliano Terme e Vecchiano: “Ribadiamo – dicono i rappresentanti degli enti – la nostra più netta contrarietà al progetto di riassetto dell’elettrodotto Terna La Spezia – Acciaiolo, che prevede la realizzazione di nuove infrastrutture e di una nuova stazione di trasformazione nei territori dei Comuni di Lucca, Camaiore, Massarosa, San Giuliano Terme e Vecchiano. Per tale motivo apprezziamo la scelta della Regione Toscana, a seguito dell’iniziativa della quarta commissione del consiglio regionale, dopo il ricorso straordinario al presidente della Repubblica promosso da Terna, di fare fronte comune con i cittadini e con le istituzioni locali costituendosi di fronte al Tar per difendere il Piano di Indirizzo Territoriale che, ad oggi, è il principale argine del Elettrodotto-3progetto di Terna”.

“Solo nell’ambito del contraddittorio – proseguono i Comuni – che il procedimento giurisdizionale di fronte al Tar garantisce è possibile difendere al meglio i contenuti del piano paesaggistico volti a preservare valori territoriali, ambientali e culturali che sono un patrimonio di tutta la collettività. Le comunità che rappresentiamo hanno più volte ribadito in tutte le sedi – nei consigli comunali, nelle assemblee, sulla stampa – che il progetto di Terna è dannoso per l’ambiente e per il paesaggio, oltre ad avere ricadute negative sull’assetto idrogeologico, manifestando la loro dura opposizione alla realizzazione del paventato nuovo elettrodotto. Per tale motivo assicuriamo fin d’ora che una volta che il ricorso sarà incardinato davanti al Tar i nostri Comuni interverranno nel giudizio a sostegno della Regione e delle previsioni del Pit. E’ fondamentale infatti continuare nella direzione imboccata mantenendo alto il livello di attenzione su questa vicenda in un quadro di unità trasversale fra tutte le istituzioni e tutte le forze politiche”.
Sotto la lente anche la situazione dell’elettrodotto esistente: “Non possiamo inoltre – dicono i Comuni –  dimenticare la grave situazione vissuta dai cittadini che nei nostri territori si trovano a sperimentare già oggi i problemi di convivenza con gli elettrodotti aggravati da una discriminazione normativa non più tollerabile. Il limite di emissione normativa elettromagnetica vigente per gli elettrodotti già in funzione è significativamente più alto di quello previsto per i nuovi impianti. Nonostante non ci siano certezze scientifiche sul fatto che i limiti in vigore siano sufficienti a garantire la salute di coloro che vivono nei pressi degli elettrodotti, il quadro normativo impedisce ai primi cittadini azioni concrete a tutela dei propri cittadini. Dal momento che è inaccettabile l’ipotesi di spostare il problema da una zona ad un’altra, chiediamo con forza che siano il governo e il parlamento a farsi carico del problema con un’iniziativa politica e legislativa che miri a sanare questa situazione obbligando Terna a mettere in sicurezza gli elettrodotti esistenti, attraverso interventi di mitigazione delle emissioni fino al rispetto dei valori previsti per gli impianti di nuova costruzione, senza costringere i primi cittadini a dover scegliere il male minore tra la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente e del paesaggio”.

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