Da tempo, ormai, la parola evento è spesso utilizzata a sproposito e quasi mai restituisce, effettivamente, quanto promesso al visitatore..

In un’ottica di cambiamento, evoluzione e rivoluzione di quel concetto, si inserisce Cibart.

Complice l’innata vocazione artistica e le motivate aspirazioni ad emergere della Città Medicea, questo Festival potremmo paragonarlo ad un meraviglioso abito da sera, “cucito” perfettamente su di essa, modellato con cura e minuziosità non tralasciando alcun dettaglio, come a voler soddisfare quell’intenso desiderio di apparire bella, ammirabile nella propria unicità, come mai era stato fino a quel momento.

A cinquecento anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, il Festival Cibart  intende celebrarlo con rappresentazioni contemporanee di forte espressività.

Il corpus di opere in mostra nel centro storico si fonderà in un percorso di coesione e scissione dei quattro elementi riuniti in un unico scenario, farà coincidere spazio e tempo e il visitatore, anche il più distratto, non potrà fare a meno di essere coinvolto e catturato da questo spettacolo, a metà tra terra e cielo.

Non mancheranno gli approfondimenti culturali, con personaggi di rilevanza internazionale, legati al rivoluzionario genio rinascimentale. Verrà collocato il volto gigante dell’artista nei giardini di Palazzo Mediceo, opera monumentale di Antonio Mastromarino ed Eleonora Francioni.

Le installazioni appariranno come un sinergico connubio tra reale e immaginario, tra presente e passato, saranno in grado di conciliarsi armoniosamente con la ricercatezza del paesaggio e l’incantevole sapore degli scorci, rivelando i loro più intimi significati.

Artisti contemporanei, di fama internazionale, saranno gli indiscussi protagonisti dell’edizione 2019.

Yoshin Ogata con le gocce scolpite, Valeria Catania e la chirurgia plastica, potremo ammirare alcune delle sue più belle ed inedite opere. Lara Androvandi con lo spettacolo di Ebru-art, tecnica turca di pittura sull’ acqua, Giuseppe Portella con le resine ad effetto, Giuliana Bellini e l’arte ecologica del recupero, Gianluca Cupisti con le frasi sospese. L’Aquila Reale canadese, un bronzo di 3 metri di altezza, il pezzo unico di Robin Beel, e ancora, i Solidi Grassi di Matteo Marchetti, Massimo Gentili e la composizione e cottura di ceramiche, con  tecnica giapponese Raku. Potremo ancora ammirare sculture a sfera, con radici, sand-art con Donatello Pentassuglia, opere e dipinti creati a fuoco e fumo ed è la volta di Vittorio Simonini e Lido Marchetti, pitture ed incisioni fatte con mezzi inediti, come la saldatrice, sono le opere di Abra degli Esposti. Alessandro Valenza con le sue pirografie, gli equilibri tra acqua e fuoco di Nicola Daniele Fortuna. La genialità nell’esposizione fotografica, con Massimo Sestini e Riomagno Fotoincontri, il gemellaggio artistico con la Corea del Sud e tante altre sorprese.

A Palazzo Rossetti esporranno artisti del calibro di Valentina Lucarini Oreion, Stefania Grillo, Claudio Tomei, Maicol Borghetti, Marco Cardini e molti altri.

Ognuno di loro occuperà, con le opere in esposizione, gli spazi dedicati ai quattro elementi, immedesimandosi in quello più congeniale e pertinente alla propria creatività.

Non esiste uno luogo ben preciso dove l’arte possa essere inquadrata o catalogata, racchiusa o confinata, esiste una visione di insieme che vede ogni forma di espressione artistica come un qualcosa che attraversa compiutamente il mondo che ci circonda e, in virtù di questo, Cibart promuove e rinnova l’indissolubile legame che c’è tra arte, territorio e tradizione.

 

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