L’Associazione Culturale Cibart ed il suo staff di nuovo a lavoro, impegnati a plasmare il messaggio della prossima edizione del Festival.

Il tema fondante di quest’anno, è tutto rivolto al RE-USE, vale a dire, si prediligerà quella forma di espressione artistica che fa bene all’ambiente. Dal punto di vista artistico e  filosofico, la kermesse sarà sospesa nella fenomenologia dei concetti di sopravvivenza ed immortalità. E così il pittorico paesaggio della Città Medicea sarà messo a disposizione di tutti quegli artisti che utilizzeranno, per la creazione delle loro opere, materiali derivanti dal riciclo, vale a dire, quel materiale che, erroneamente, si ritiene non possa essere piu’ utilizzato.

“Una scommessa ambiziosa ma quanto mai necessaria – fa sapere la direttrice artistica Annalisa Bertagna – che mette a nudo le nostre responsabilità e fa riflettere sull’enorme distanza che si è creata tra lo stato in cui abbiamo trovato il nostro pianeta e quello in cui lo restituiremo ai nostri figli”.

Ma il Re-Use è molto altro ancora. E’ un concetto che può essere saggiamente coniugato anche in altri ambiti, come in cucina, ad esempio, e ciò non solo farebbe bene all’ambiente ma anche al portafoglio, dovrebbe diventare uno vero e proprio stile di vita in base al quale non per forza tutto ciò che non ci serve piu’ debba essere gettato nell’immondizia. L’utilizzo di materiali riciclabili o di scarto, poi, non può non andare di pari passo con il famoso km zero e con l’esaltazione, quindi, di tutto quanto di nostrano il nostro territorio ha da offrirci.

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