Chiesa dei Santi Paolino e Donato  A Lucca

 

Altre denominazioni Chiesa dei Santi Michele-Paolino e Alessandro
Notizie Storiche

738  (notizie storiche intero bene)

L’edificazione di una chiesa detta S. Giorgio è ricordata per la prima volta in un documento dell’anno 738. (1)
Descrizione
In età romana, sotto il piano attuale di via S. Paolino, adiacente al tracciato del decumanus, esisteva un importante fabbricato, che secondo alcuni storici era un tempio pagano. L’edificazione di una chiesa detta S. Giorgio in Pisticoro, dal nome della zona, derivato da pistrinum, mulino o forno, è ricordata per la prima volta in un documento dell’anno 738. Essa era orientata, come di consuetudine, secondo l’asse est-ovest ed occupava più o meno la zona attuale del transetto.

 

Dopo il 1000, è documentata un’altra chiesa dedicata a S. Antonio e solo dopo il 1261, anno in cui vennero ritrovate le reliquie di S. Paolino, presunto primo vescovo di Lucca, che la chiesa associò al nome di S. Antonio anche quello di S. Paolino. Nel 1513 i nuovi lavori per la costruzione dell’ultima cerchia di mura comportarono la totale demolizione di questa chiesa, parallelamente a quella vicina ed altrettanto antica di S. Donato. Il progetto di una nuova costruzione da dedicare congiuntamente a S. Paolino e S. Donato fu affidato nel 1515 a Bartolomeo Sinibaldi, più noto con il nome di Baccio da Montelupo, ma la realizzazione fu completata da Bastiano Bertolani da Brancoli nel 1536.

 

L’esterno costituito in blocchi di marmo bianco, è lineare e le diverse superfici sono scandite con paraste poco aggettanti e cornici. La facciata si organizza in ordini sovrapposti, nel primo, al centro, è collocata la porta con cartiglio superiore ai lati della quale si trovano due nicchie, che nel 1710 furono utilizzate per collocarvi le statue di S. Paolino a sinistra, e di S. Donato a destra; nel primo livello in un rapporto architettonico equilibrato vi sono tre aperture con frontone.

 

 

 

 

 

 

 

La verticalità della facciata è sottolineata dalla proiezione in altezza della navata centrale, che si eleva notevolmente raccordandosi alle due navate laterali con una doppia voluta di chiaro linguaggio rinascimentale, ripetuta anche nella parte terminale dove un leggero timpano con volute, sottolinea l’accentuato verticalismo. L’interno della chiesa, a pianta a croce latina, con cappelle lungo i lati, si richiama ad architetture di tradizione brunelleschiana e racchiude numerose e pregiate opere d’arte.

 

 

Il soffitto è coperto con volte a botte lunettate e all’incrocio con il transetto si trova una volta a vela, che contribuisce a creare uno spazio ben determinato. Nelle navate laterali, di scarsa profondità, sopraelevate e divise in quattro zone da grossi pilastri in stile dorico, si crea l’effetto di quattro cappelle per lato. Degno di nota l’affresco della leggenda di S. Paolino eseguito da Filippo Gherardi nel XVII sec. e le storie nella parte superiore delle pareti e della volta affrescate da Stefano Cassiani. Sono presenti ai lati del transetto, le due cantorie in marmo, eseguite da Nicolao e Vincenzo Civitali.

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