Chi sono i deputati che hanno chiesto il bonus Covid? Pressing sull’Inps

In cinque lo hanno chiesto, ma lo avrebbero ottenuto in tre. Il cerchio si stringe, ma aumenta la pressione sull’istituto guidato da Pasquale Tridico. Mentre c’è chi sospetta che la notizia sia in qualche modo legata al referendum sul taglio dei parlamentari

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© Agf – La Camera dei deputati

AGI – Lo avrebbero richiesto cinque parlamentari: tre della Lega, uno del M5s e uno di Italia viva. Ma solo tre sarebbero riusciti a ottenere il bonus Covid destinato alle partite Iva. Massimo riserbo finora sui nomi, ma la maggioranza delle forze politiche, a cominciare dal M5s, chiede all’Inps di sciogliere ogni riservatezza e di non trincerarsi dietro questioni di privacy.

Il cerchio intorno ai tre si stringe. Tra loro non dovrebbe esserci alcun renziano. Parola del vice presidente della Camera Ettore Rosato che nel pomeriggio ha fatto sapere di aver sentito il numero uno dell’Inps, Pasquale Tridico, il quale lo avrebbe rassicurato “che nessun parlamentare di Iv ha incassato il bonus”.

Lega e M5s invece vanno in pressing sui sospetti che dovrebbero appartenere ai loro gruppi parlamentari. Via Bellerio ha avviato verifiche interne concentrandosi su due deputati con i quali – spiegano fonti di partito – si sarebbe aperto un confronto a livello di capigruppo. Mentre i deputati pentastellati in una nota promettono di andare fino in fondo a questa vicenda: “Chi ha fatto quella richiesta, seppur legalmente legittima, dovrebbe vergognarsi e di ‘onorevole’ non ha proprio nulla”. Tutti i deputati M5s intanto sono stati esortati, tramite e-mail, dal capogruppo alla Camera, Davide Crippa, e su iniziativa del capo politico Vito Crimi, a inviare entro domani una dichiarazione in cui si autorizza l’Inps a comunicare allo stesso Crimi se abbiano fatto richiesta e successivamente usufruito del bonus Covid 600 euro.

Tutti all’attacco quindi. Il presidente della Camera Roberto Fico in un colloquio con ‘la Repubblica’ ha chiesto che i cinque deputati si autodenuncino: “Facciano un passo avanti. Si scusino. Rinuncino”. Ma pressioni arrivano arrivano anche dai partiti di maggioranza e opposizione non coinvolti in quello che è stato ribattezzato lo scandalo dei ‘Furbetti del bonus’. Concetto ribadito in serata in un’intervista al TG1, dove ha aggiunto: “Ricordo a tutti gli italiani che le nostre istituzioni sono forti, la nostra Repubblica è forte e risponde in modo poderoso quando accadono queste cose”.

Fratelli d’Italia con Andrea de Bertoldi annuncia un’interrogazione al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e a quello dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli “per conoscere il numero esatto di coloro che hanno beneficiato di tale bonus”.

Il governatore veneto Luca Zaia s’appella “cuore in mano” a tutte le forze politiche affinché i responsabili chiariscano la loro posizione e facciano massima chiarezza a livello regionale e nazionale. Sulla stessa linea anche il ministro Teresa Bellanova, capodelegazione al Governo e presidente di Italia Viva, che chiede all’Inps di rendere pubblici i nomi dei deputati.

Stessa richiesta arriva anche dal leader di Azione Carlo Calenda, mentre Paolo Russo di Forza Italia arriva a lanciare una petizione su Change.org per chiedere all’istituto di previdenza di svelare le identità dei deputati.

Duro il commento del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: “L’Istituto è già colpevole del mancato pagamento della cassa integrazione a centinaia di migliaia di lavoratori italiani. Tridico e company sono degli incapaci irresponsabili”. E ancora: “Con i cinque vanno cacciati Tridico e compagni”.

Mentre +Europa con Carmelo Palma sospetta che non sia un caso che la notizia arrivi a ridosso del referendum sul taglio dei parlamentari: “L’Inps grillina di Tridico ha fatto uno spot alla legge grillina per eccellenza, il taglio dei parlamentari. Che la Direzione Antifrode dell’Istituto di previdenza, a un mese dal referendum, segnali un fatto che è tutto, fuorché una frode, e che il M5S ci monti sopra una campagna coi fiocchi puo’ essere un caso, ma decisamente non lo sembra”.

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