APPPELLO IN VISTA DEL RINNOVO DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI LUCCA

 

 

 

 

Il risultato non può sorprendere, la scelta di far votare solo sindaci e consiglieri comunali non è certo casuale e su queste cose a Roma sono assai più bravi che a gestire l’emergenza clandestini o i conti dello Stato. Ebbene su 33 comuni in provincia di Lucca, dove a farla da padrone sono comunque liste civiche, le amministrazioni non riconducibili direttamente a sinistra si contano sul palmo di due mani, ahimè monche. Eseguire un censimento ufficioso, in attesa di quello ufficiale della provincia previsto per il prossimo lunedì e con i quali sarà possibile ragionare di numeri, è stato un esercizio deprimente che certifica, con il suo collasso politico, la diaspora del centro destra lucchese che fu, sulle cui macerie ed errori occorre confrontarsi per ripartire.

 

Non tutto, comunque, è perduto e lasciato alla spocchiosa ingordigia del Pd. Nonostante l’amaro contesto il centro destra, o per meglio dire tutto ciò che è alternativo al centro sinistra, può ancora fare la propria parte, potendo decidere di muoversi in ben tre direzioni: stare a guardare da bordo campo lasciando giocare la partita alle anime inquiete del Pd senza avere rappresentanti in seno al nuovo consiglio; elemosinare posti e ruoli cercando un accordo col Pd in cambio di una elezione unanime del nuovo presidente da spacciare agli ingenui come gesto nobile che rafforzi – illusoriamente, perché l’unico metro in questo caso è la politica – il peso di Lucca, o candidarsi al ruolo di seria opposizione e vincerlo, testimoniando un modo assai diverso di amministrare ed avviando al tempo stesso la propria riorganizzazione in tutta la Lucchesia.

 

L’unica opzione politicamente credibile e altresì necessaria è l’ultima, perché se non far niente ê un suicidio politico e vendersi al Pd per un piatto di lenticchie – altro non ci darebbero, sempre avanzi qualcosa – giustificherebbe poi la diserzione del nostro elettorato, riorganizzarsi è l’unica vera priorità.

 

Le scadenze, giustificate dalla decadenza dell’ex presidente e neo consigliere regionale Baccelli, hanno del clamoroso e non aiutano, perché entro il 31 agosto si dovranno presentare le liste per votare poi il prossimo 20 settembre.

Se il centro destra vuole battere il colpo, quindi, non ha nemmeno due settimane di tempo per incontrarsi, riconoscersi e, se ancora ci sono uomini e donne dotati di dignità, trovare oltre alle firme, i contenuti e poi i nomi da far eleggere a Palazzo Ducale.

 

Per quanto questa riforma abbia privato i cittadini del voto, sebbene il centro destra lucchese abbia scientemente regalato la provincia alla sinistra per quattro mandati consecutivi, il contesto ci offre un’opportunità unica di riscatto che non va persa. Per coglierla occorre fare lo sforzo di incontrarsi e risolversi, essere un’alternativa credibile di governo del territorio o vivere nel ruolo di comparse e saltimbanchi del Pd toscano. Autoconvochiamoci tutti allora, passato Ferragosto, liste civiche, partiti ed uomini liberi presso Palazzo Ducale, decidiamo di noi stessi ed il primo colpo sarà stato battuto.

 

 

Vittorio Fantozzi

Sindaco di Montecarlo

 

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