CELEBRAZIONI RELIGIOSE, ISTITUZIONALI E CULTURALI PER RICORDARE DON ALDO MEI NEL 72° ANNIVERSARIO DELLA SUA MORTE

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Il 4 agosto anche una rappresentazione interpretata dall’attore lucchese Marco Brinzi


Le iniziative si terranno nei territori di Lucca, Capannori e Pescaglia

Il settantaduesimo anniversario di don Aldo Mei sarà celebrato non solo – come ormai di consueto – con una Messa, ma anche con una serie di iniziative che inizieranno il 3 e termineranno il 7 agosto, interessando i territori di Lucca, Capannori e Pescaglia: tre luoghi ‘simbolo’ di questa triste pagine di storia in cui si ricorda il sacrificio del religioso caduto la sera del 4 agosto 1944 sotto il fuoco di un plotone di esecuzione nazista.

 

Oggi (venerdì 29 luglio), nella Sala Giunta di Palazzo Ducale è stato presentato il calendario unico delle manifestazioni organizzate in ricordo del sacerdote lucchese alla presenza del presidente della Provincia, Luca Menesini, insieme con il consigliere provinciale Enzo Giuntoli, del sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, del primo cittadino di Pescaglia e presidente dell’Unione dei Comuni della Mediavalle del Serchio, altro ente organizzatore degli eventi, Andrea Bonfanti, di Luciano Luciani, membro del direttivo dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea, dell’assessore alla cultura del Comune di Capannori, Silvia Amadei, di don Rodolfo Rossi per la Diocesi di Lucca e dell’attore Marco Brinzi a cui spetterà l’onore di rappresentare il sacerdote nella ricostruzione storica delle sue ultime ore.

 

Le celebrazioni avranno inizio il 3 agosto a Fiano (Pescaglia), dove nella chiesa parrocchiale fino al 7 agosto sarà ospitata la mostra documentaria e fotografica «L’amore non muore. Don Aldo Mei martire della carità», curata da Emmanuel Pesi (Isrec Lucca), a ingresso gratuito (orario: dalle 17 alle 19).

Sempre il 3 agosto, alle 18, a Fiano è in programma l’escursione guidata sul Sentiero della Memoria che dalla frazione del comune di Pescaglia porta fino al Monte Acuto. La giornata terminerà alle 21 a Lucca, dove, nel parco di Villa Bottini, sarà proiettato il film di Roberto Rossellini ‘Roma città aperta’ del 1945 (ingresso gratuito).

 

Il 4 agosto – giorno in cui cade l’anniversario dell’uccisione del sacerdote lucchese – è denso di appuntamenti: si inizia a Lucca alle 10 nella chiesa della Santissima Trinità in via Elisa dove sarà celebrata la Santa Messa in memoria di don Aldo Mei. Al termine della funzione sarà deposta una corona al cippo commemorativo sugli spalti delle Mura. Alle 18 nella chiesa parrocchiale di Fiano verrà celebrata una seconda funzione religiosa in memoria del sacerdote.

Alle 20:30, infine, alla Pia Casa di Lucca, dove don Mei trascorse le sue ultime ore, è in programma la rappresentazione in memoria di don Aldo Mei, alla quale prenderà parte l’attore Marco Brinzi. La conclusione della rappresentazione sarà al cippo commemorativo, sulle musiche di J.S. Bach eseguite da Alberto Bologni dell’Associazione Musicale Lucchese.

 

Le celebrazioni si concluderanno il 7 agosto, alle 18:30 alla chiesa di Ruota, nel comune di Capannori, dov’è in programma il concerto intitolato ‘Il coraggio dell’umanità – Canzoni che parlano al cuore’. Dopo il saluto del sindaco di Capannori, Luca Menesini e l’introduzione storica di Italo Galli, si esibirà l’Indra Bocchi Trio (Indra Bocchi alla voce, Francesco Lorenzetti al contrabbasso e Francesco Massagli al piano). Il concerto è a cura della Civica scuola di musica di Capannori.

Infine, alle 21:15 nella chiesa parrocchiale di Fiano, il concerto vocale di musiche sacre in memoria di don Aldo Mei, diretto dal Maestro Silvano Pieruccini (l’ingresso è gratuito).

CENNI BIOGRAFICI

Don Aldo Mei nasce a Ruota, frazione del Comune di Capannori, il 3 marzo del 1912. Entrato in seminario nell’ottobre del 1925 fu ordinato sacerdote e parroco di Fiano. Proprio nella chiesa di Fiano, fu arrestato il 2 agosto 1944 nel corso di un rastrellamento tedesco. Portato a Lucca venne rinchiuso nella Pia Casa con altri civili, con l’accusa di avere nascosto nella propria abitazione una ricetrasmittente ed aver aiutato partigiani ed ebrei.

Nella notte tra il 4 e il 5 agosto una pattuglia delle SS lo condusse sotto le Mura Urbane, a Porta Elisa. Lì fu costretto a scavarsi da solo una fossa prima di essere ucciso.

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