Coronavirus: C’è bisogno di equilibro. L’equibrio deve essere tra salute, libertà e benessere psicofisico.
Ognuno ha le proprie necessità, e bisogna imparare a capirle e rispettarle.
Chi ha perso il lavoro, chi lo ha precario, chi ha l’attività chiusa, chi vive solo, chi vive con chi non vorrebbe vivere, chi ama qualcuno che vive altrove: in tanti hanno un motivo per desiderare che sia riaperto tutto il prima possibile, in sicurezza.
Nessuno vuole morti e sofferenza, nessuno. Le persone vogliono speranza e capire cosa succede, quali sono gli scenari davanti a noi.
C’è bisogno di prudenza perchè il Covid è meno diffuso ma sempre ben presente e c’è bisogno di umanità. Tanta umanità.
La cosa che mi fa paura è che usciamo dal Covid divisi come non mai.
Io voglio che ci usciamo uniti come non mai.
Cari cittadini, care cittadine,
Ogni volta che c’è un provvedimento nuovo, che sia regionale o nazionale, ci sono aspettative deluse e paure che emergono.
È così. L’inverno è lungo e la stanchezza dello stress accumulato in questo 2020 sta gravando su tutti noi.
Bisogna trovare l’equilibrio fra la voglia di fare cose e la tutela della salute pubblica.
Rispettando i decreti e le ordinanze? Sì, certo. Ma non è solo questo.
Il punto è che il Covid è un maledetto virus che si attacca a quella cosa meravigliosa che è la socialità.
Se uno va dal parrucchiere o a comprare un cacciavite o un’altra cosa difficilmente raccatta il Covid (ovviamente iginenizzandosi le mani, tenendo distanza e indossando mascherina). Se uno vede una o massimo 2 persone care e vede sempre e solo quelle in questo periodo può contagiarsi, ma non crea un focolaio come se si vedesse in un gruppo di 15 persone o come se vedesse sempre amici diversi.
Se uno va a curare l’orto o passa la domencia a sistemare qualcosa da solo è difficile che prenda il Covid.
Più facile prenderlo se si fa un pranzo o cena con tanti invitati, perché tenere le distanze e le attenzioni che sono fondamentali è complicato.
Insomma, utilizziamo questa esperienza drammatica e provante che stiamo vivendo per crescere come popolo, come comunità.
Con il virus c’è da convivere e c’è da farlo salvaguardando il nostro prezioso sistema sanitario e la vita delle persone.
Usiamo il buonsenso, valutiamo le situazioni, evitiamo di stare in contesti che possono generare focolai, facciamo ciò che ci fa sentire bene, stando in cerchie molto molto ristrette di contatti.
Con consapevolezza e senso di responsabilità.
Per tutelare tutti e rispettare noi stessi.
LUCA MENESINI

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