Un centro culturale “vivo” in grado di ospitare mostre ed eventi culturali e che si propone come punto di riferimento per Castelnuovo e la per la Valle.

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ono cominciati i lavori di riqualificazione della Rocca Ariostesca, a Castelnuovo di Garfagnana. Si tratta del primo lotto di interventi grazie al quale verrà risistemata una parte del tetto del complesso medievale: lavori urgenti e ormai inderogabili che, oltre a salvaguardare un edificio di interesse storico architettonico, eliminano il problema legato all’incolumità pubblica sulla strada sottostante. Per realizzare questo primo stralcio di lavori serviranno complessivamente 522 mila euro: il comune di Castelnuovo Garfagnana potrà però contare su un primo corposo finanziamento di 450mila euro stanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. I restanti 72mila euro saranno invece a carico dal Comune garfagnino. Il piano dei lavori è stato consegnato il 4 maggio scorso dalla ditta Lorenzini Pietro di Barga, che si è aggiudicata la gara d’appalto per la realizzazione di questo primo lotto di interventi: il termine dei lavori è previsto per la fine di ottobre
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Si tratta della prima parte dei lavori di un progetto complessivo di recupero del bene da 3 milioni di euro – spiega il sindaco Andrea Tagliasacchi. Un progetto che una volta completato renderà la Rocca Ariostesca finalmente visitabile e accessibile in ogni sua parte.

Completato il primo lotto di interventi partirà anche il secondo stralcio dei lavori grazie ad un finanziamento di 500mila euro della Regione Toscana.

La Rocca – prosegue il Sindaco – è un monumento centrale per la nostra storia capace di dialogare con la vicina Fortezza di Mont’Alfonso e con il Teatro Alfieri. Sono tutti e tre luoghi di riferimento per l’identità del territorio: la volontà è di riconsegnarli alla comunità, valorizzando i punti di forza di ognuno, creando itinerari turistici e culturali che corrano lungo il filo della storia e della letteratura, con l’obiettivo principale di riportare Castelnuovo al centro della vita culturale della Media Valle e della Garfagnana

Il recupero della Rocca Ariostesca è infatti parte integrante di un progetto culturale più ampio, che vede la stessa trasformarsi in spazio museale dedicato alla storia del territorio in cui sarà possibile ripercorrere attraverso documenti, ambientazioni e reperti archeologici le vicende politiche, sociali e culturali della Garfagnana. Ma anche un centro culturale “vivo” in grado di ospitare mostre ed eventi culturali e che si propone come punto di riferimento per Castelnuovo e la per la Valle. Il tutto senza perdere quelle che sono le caratteristiche originarie del complesso. Ecco cosa diventerà la Rocca Ariostesca nelle intenzioni dell’amministrazione comunale di Castelnuovo. Centrale sarà comunque la figura di Ludovico Ariosto: una figura attraverso cui rileggere, partendo dai suoi componimenti più elevati fino a quelli popolari, la vita politica, sociale e culturale della Garfagnana e della Valle.

CENNI STORICI SULLA ROCCA ARIOSTESCA

Castelli e rocche costituiscono uno dei tratti salienti di questo paesaggio. Risalendo il corso del Serchio si incontrano torri d’avvistamento, mura merlate, fortificazioni, borghi murati e castelli. Sono tante tantissime le sentinelle di questa vallata, nate per dominare dall’alto e controllare, sfidarsi a distanza tra casate nemiche e concorrenti, collegare a vista il fondovalle alle vette delle Apuane e ai crinali dell’Appennino. In questo contesto si inserisce la Rocca Ariostesca, uno degli edifici storici più significativi e conosciuti della Valle del Serchio. Il complesso mostra i caratteri dell’architettura militare estense del XV secolo, con piccole torri semicilindriche agli angoli e una torre quadrangolare al centro. La sua origine risale al periodo longobardo. A partire dal XII secolo Castelnuovo diventa centro strategico fondamentale per il controllo della viabilità della Valle. Il complesso fu ampliato nel primo ‘300 da Castruccio Castracani: in quel periodo il borgo di Castelnuovo fu infatti dotato di una cinta muraria e l’edificio assunse la funzione di “Rocca”, cioè di centro residenziale e direzionale del sistema difensivo. A seguito della dedizione di gran parte della comunità garfagnina agli Estensi di Ferrara, Castelnuovo divenne la capitale della provincia e la Rocca la sua sede amministrativa: qui dimorarono Commissari generali, Governatori e, successivamente, i Sottoprefetti del regno post-unitario. Nel corso dei secoli, fino al restauro successivo alle distruzioni dei bombardamenti dell’inverno del 1944, il complesso subì molteplici trasformazioni per adeguarlo via via alle diverse esigenze funzionali. L’edificio, fino a pochi anni fa occupato dagli uffici comunali, è oggi destinato a funzioni di rappresentanza.

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