Cartelle pazze per ticket, Pd boccia moratoria proposta da Marchetti (FI)

 

«I totem non funzionano ma la sinistra vuol vessare i toscani fino all’ultimo»

 

Respinta la mozione del Capogruppo regionale FI Maurizio Marchetti

«La Asl conosce il guasto, non lo ripara e i cittadini devono dimostrare di aver pagato?

E’ un sopruso bello e buono, andava applicato il principio giuridico in dubio pro reo»

 

«E’ un sopruso bello e buono da parte di un Pd e di una sinistra che vogliono vessare i toscani fino all’ultimo spremendoli fino all’ultima stilla di pazienza e oneri. Per fortuna con le elezioni regionali si cambia». E’ più che irritato il Capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Toscana Maurizio Marchetti la cui mozione per chiedere una moratoria sugli avvisi di pagamento trasmessi dalla Asl Toscana Nord Ovest ai malati, pur sapendo che una delle funzioni dei totem di riscossione automatizzata non funziona. E quindi parte delle 7mila cartelle inviate e delle 2500 in canna sono sbagliate.

«Ma possibile? La Asl conosce il guasto che interessa la Versilia, lo ammette, non lo riparerà fino al mese prossimo e intanto invia ugualmente cartelle di recupero ticket ai cittadini per gli anni di sicuro malfunzionamento, ovvero 2018 e 2019? Ma è un sopruso bello e buono, una vessazione per i cittadini che hanno pagato in buona fede e a cui ora spetta l’onere della prova. E’ assurdo. E sono stupefatto che anche dinanzi all’ammissione della Asl circa il guasto al pulsante ‘altre prestazioni’ dei totem il Pd e la maggioranza di sinistra di governo regionale abbiano respinto la mia indicazione di buon senso: sospendere l’invio di quelle cartelle che si sa già da prima essere ‘pazze’».

Marchetti aveva chiesto «di far valere il principio giuridico in dubio pro reo in attesa di aver controllato e riparato i totem», e nel frattempo di sospendere in Versilia le richieste di pagamento «almeno sugli anni di disfunzione certa, 2018 e 2019 a cui si aggiunge almeno il gennaio 2020».

«La maggioranza non ha voluto saper ragioni. I conti della sanità – conclude Marchetti – evidentemente sono messi così male che cerca di far cassa anche su cittadini incolpevoli che magari, non ricordando bene la prestazione o non riuscendo a recuperare la ricevuta di pagamento, saranno costretti a replicare il versamento del ticket. A casa mia questo chiama essere alla frutta».

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