Carrelli elevatori: a Lucca un piano che ha funzionato

Ma l’iniziativa è da estendere per aumentare la sicurezza di questi mezzi

Lucca, 20 giugno 2018 – A cavallo degli anni 2000 in Lucchesia si erano vissuti molti episodi drammatici come quello di pochi giorni fa ad Alessandria, dove si è registrato l’ennesimo infortunio mortale causato dal ribaltamento di un muletto che ha poi travolto il conducente che era stato sbalzato fuori .

Il territorio lucchese è particolarmente a rischio di infortuni simili, data la movimentazione di merci a ritmi molto elevati specie nel comparto cartario.

Fra il 1998 ed il 2002 si erano verificati nell’ambito territoriale di Lucca (ex USL 2) ben 4 infortuni mortali connessi all’uso di carrelli elevatori, tre dei quali per schiacciamento del conducente sbalzato fuori in seguito a ribaltamento del mezzo. Il conducente viene infatti sbalzato fuori se non tiene allacciate le cinture di sicurezza, situazione possibile nei casi in cui si rende necessario salire e scendere frequentemente dal mezzo.

Nel 2002 la Regione Toscana ha finanziato all’allora Azienda USL 2 un piano mirato triennale di sicurezza della movimentazione meccanica nel comparto cartario.

Il piano è stato elaborato nell’ambito del Comitato Territoriale per la prevenzione nei Luoghi di Lavoro della Provincia di Lucca, in modo da prendere in considerazione non solo gli aspetti tecnici della sicurezza, ma anche quelli sociali e contrattuali (considerata anche la diffusa presenza di cooperative di facchinaggio). Dal punto di vista tecnico la USL si è impegnata con azioni sia di assistenza (incontri, convegni, protocolli di sicurezza siglati con associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori) che di vigilanza su vari aspetti della movimentazione meccanica: stivaggio, viabilità, sicurezza dei carrelli, formazione dei carrellisti, interferenza fra aziende, esposizione a vibrazioni e sorveglianza sanitaria.

L’impegno di allora è lo stesso di oggi per quanto riguarda la prescrizione dell’installazione di chiusure laterali dei carrelli elevatori, che garantiscono la permanenza del conducente all’interno della cabina evitandogli lo schiacciamento da parte della struttura del carrello se il mezzo si ribalta.

Questo in tutti i casi nei quali la sola installazione delle cinture di sicurezza risulta un misura troppo facilmente eludibile.

La chiusura laterale costruita in modo da non essere eludibile è risultata infatti molto più sicura delle sole cinture, che spesso non vengono allacciate.

I protocolli d’intesa elaborati negli anni sulla movimentazione meccanica in Lucchesia testimoniano la collaborazione offerta da aziende, lavoratori e loro associazioni ed organizzazioni per la divulgazione di indicazioni di sicurezza sulla movimentazione meccanica.

Nel complesso il piano regionale si è dimostrato efficace, visto che dal 2002 le conseguenze in caso di ribaltamento dei carrelli non sono state gravi per il conducente.

Confrontando i dati degli infortuni accaduti nel corso della movimentazione meccanica con carrelli elevatori negli anni 2009-2013 in tutta la Toscana ed in Lucchesia, si ha una ulteriore conferma degli effetti positivi ottenuti: gli infortuni per ribaltamento del mezzo in Lucchesia sono drasticamente diminuiti (rispetto al resto della Toscana) e non c’è stato nessun caso grave o mortale. Questo risultato è ancora più importante se si tiene conto delle vendite di carrelli, che in Lucchesia sono proporzionalmente maggiori rispetto al resto della Toscana.

Una misura relativamente semplice come l’installazione di chiusure laterali sui muletti può salvare una vita: in Lucchesia è diffusa, ma sarebbe importante che i costruttori di carrelli elevatori le installassero al momento della produzione senza dover passare attraverso una prescrizione dell’ASL.

 

(sdg)

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