“Caro Pandoro”: rincarano le materie prime e i prezzi lievitano

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Si stima un aumento nei prezzi di pandori e panettoni fino al 20% questo Natale. Colpa dell’aumento nel prezzo delle materie prime

Il Natale in arrivo si preannuncia dal sapore amaro: secondo l’associazione Cna Dolciari e Panificatori del Veneto, i prezzi di pandori e panettoni – i dolci più amati e comprati dagli italiani nelle feste – potrebbero subire un aumento del prezzo fino al 20%. Colpa dell’aumento nei prezzi di alcuni ingredienti fondamentali per la loro preparazione – farine, olii e grassi vegetali, che sembrano sempre più difficili da reperire e che già nelle prossime settimane porteranno all’aumento anche di altri prodotti panificati, come pane, pasta e dolci da forno.

(Leggi anche: Crisi del grano: sempre più a rischio la produzione di pane e pasta (e i prezzi saliranno alle stelle))

La produzione di frumento a livello mondiale è calata del 2,1% solo nel 2021: la siccità estiva, le temperature bollenti e la scarsità di pioggia nei mesi precedenti hanno messo in ginocchio il settore dell’agricoltura. Si pensi che nel Nord America, il continente maggiormente colpito dal caldo estremo, la produzione del grano è letteralmente crollata: si stima un calo del 27% in Canada e del 46% negli USA rispetto all’anno precedente. Il calo della produzione ha fatto aumentare il costo medio del prodotto fino al 35% – con un +9,9% nel prezzo del grano duro e un +17,7% per il grano tenero.

Rischiamo una situazione insostenibile – afferma Catia Olivetto, Presidente Cna Dolciari e Panificatori Veneto. – A queste condizioni, considerando gli aumenti impressionanti dei costi di luce e gas, i panificatori veneti non ce la possono fare a non aumentare i prezzi al dettaglio.

Il mercato dei dolci di Natale conta un giro di affari milionario: ogni anno sono quasi 100.000 le tonnellate di pandori e panettoni prodotti, con un profitto che si aggira attorno ai 707 milioni di euro. Se, come annunciato, i prodotti finiti subiranno l’aumento del 20%, ci sarà un aumento della spesa delle famiglie italiane pari a circa 140 milioni di euro, a parità di prodotti acquistati.

Condividiamo le preoccupazioni dei produttori circa gli inevitabili rincari che si abbatteranno sui consumatori determinati dagli aumenti dei prezzi di farine e olii – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi. – Chiediamo al governo di attivarsi anche in sede europea per combattere le speculazioni sui prezzi delle materie prime che si stanno registrando nei mercati internazionali, al fine di scongiurare un Natale ‘salato’ per gli italiani che avrebbe ripercussioni negative sui consumi del comparto.

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Fonte: Codacons

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