Tutti gli anni, quando in consiglio comunale si parla di Ascit e di rifiuti, ci propinano la bellissima favola delle tariffe invariate, se non diminuite.
E, come tutti gli anni, di fronte all’evidenza dei dati e dei fatti (ancora una volta sbattuti in faccia dal sempre ottimo Simone Lunardi), la matematica diventa un’opinione e i dati delle delibere confutabili.
Ecco cosa succede:
Se la quota fissa in effetti diminuisce, quella variabile (per le utenze domestiche) passa da circa 0,16 euro/litro a 0,20 euro/litro. Un aumento del 29% rispetto al 2021 e del 62% rispetto al 2020. Vi sembra poco?
E per le utenze non domestiche? peggio, la quota variabile passa da 0,19 (circa) a 0,38, con una variazione che supera il 103%.
C’è dell’altro: la raccolta del multimateriale passa da due volte a una volta a settimana e la raccolta del verde non è gratuita come sostengono.
Diranno che non è vero. E molti, probabilmente, crederanno alle loro rassicurazioni. Ma poi, lo vedremo a fine anno, quando le famiglie faranno i conti.
MATTEO PETRINI

 

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