Questi discutono degli affari loro, di seggi, poltrone, incarichi e ripartizioni ignorando totalmente le priorità del popolo e del Paese, l’importante è restare a galla.

http://www.italianosveglia.com/campagna_elettorale_peggio_del_mercato_del_bestiame_renzi_verso_alleanza_con_verdini-b-102288.html

Il mercato del bestiame è aperto alle peggiori scelte lesive della dignità di tutto il paese, un gretto insulto umiliante e ripugnante, un ulteriore deterioramento antropologico, ancora servilismo, opportunismo e trasformismo, ma per quanto tempo ancora si dovrà subire questo delirio di onnipotenza, questa puzza fetente di marcio di rancido di muffa di questa volgare narrazione ???

Questi discutono degli affari loro, di seggi, poltrone, incarichi e ripartizioni ignorando totalmente le priorità del popolo e del Paese, l’importante è restare a galla. Spero che gli Italiani gli diano una “mazzata” da non dimenticare e che nessuno trovi più una “poltrona politica” nemmeno nel consiglio di circoscrizione

ORMAI LA SPARTIZIONE DELLE TORTE AVVIENE ALLA LUCE DEL SOLE…………. senza alcuna vergogna o pudore! E i cittadini dovrebbero candidare questi individui che pensano solo al magna magna? E come fa il più OTTIMISTA a pensare che questi candidati legifereranno per il POPOLO?

Dopo aver sostenuto il governo Renzi tradendo il proprio padrino politico, Denis Verdini sta lavorando per costruire un’alleanza con il Pd in vista delle elezioni del prossimo 4 marzo. La notizia è stata anticipata sabato al Corriere Fiorentino e a quanto risulta al ilfattoquotidiano.it la prossima settimana sarà decisiva per stabilire modi e tempi dell’intesa. I dem non parlano, gli uomini di Beatrice Lorenzin aprono, mentre sono critici i promotori della Lista Insieme. Gli uomini di Ala, questo è certo, sembrano crederci davvero.

 

“Arretrati da incassare”
Lucio Barani
, uno dei più vicini a Verdini, lancia un messaggio chiaro: “La storia dirà che i governi Renzi e Gentiloni e le loro riforme sono esistite solo grazie a noi e io ne sono stato un giocatore protagonista, sono stato da Pallone d’Oro – dice il senatore a Ilfatto.it– La storia dirà che abbiamo avuto ragione noi e non i nostri avversari BersaniGrassoSalvini e i comici. Io sono socialista e riformista dal 1970, i comunisti Bersani e D’Alema se ne sono andati finalmente e Renzi è venuto nella mia casa. Adesso ho degli arretrati da incassare come affitto”.

Liste nel proporzionale e seggi sicuri
La strategia sarebbe questa: il gruppo parlamentare, fondato da Denis Verdini nell’estate 2015, vorrebbe presentare delle liste in quota proporzionale con il Pd così da portare alla coalizione di centrosinistra un cospicuo pacchetto di voti soprattutto in alcune regioni – come la Campania, la Puglia e la Toscana – dove gli esponenti di Ala sperano di raccogliere un po’ di preferenze. Secondo quanto previsto dal Rosatellum, infatti, anche in caso di mancato superamento della soglia di sbarramento fissata al 3% i voti delle liste che hanno raggiunto l’un per cento non andrebbero persi ma verrebbero travasati nella lista maggiore della coalizione. In cambio Ala chiederebbe al Pd alcuni seggi sicuri nelle regioni rosse come la Toscana e l’Emilia Romagna sul modello che vedrebbe Pier Ferdinando Casini candidato a Bologna, o addirittura con una candidatura all’estero. Barani racchiude le discussioni di questi giorni in una metafora: “Sono un radiologo ho fatto la radiografia al partito cambiandone il nome (in riferimento all’accordo Ala-Pri, nda), ora tocca al medico leggere la lastra e decidere cosa farne. Se questo matrimonio s’ha da fare o no va chiesto a Manzoni o a Don Abbondio”.

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