Bonus bici e monopattini, perché è ancora in stallo il contributo per la mobilità garantito dal Governo

https://www.greenme.it/muoversi/bici/bonus-bici-no-click-day/

Fattura o scontrino? Questo è il problema. Il bonus bici è disponibile già da tempo, almeno sulla carta ma ancora c’è molta confusione anche sulle modalità per richiederlo. Uno dei principali dubbi riguarda la necessità di presentare la fattura o lo scontrino per richiedere il rimborso durante la Fase 1.

Si attende con trepidazione l’avvio delle procedure per le richieste del contributo per l’acquisto di bici, monopattini e segway ma ancora il portale non è in funzione. La scorsa settimana il Ministro Costa aveva detto che non ci sarebbe stato alcun click day anche grazie a un nuovo stanziamento pari a 70 milioni di euro. Per il bonus mobilità era già stata messa a disposizione una cifra considerevole ma di certo non illimitata, 120 milioni di euro, a cui ne verranno aggiunti altri 70, cifra che potrebbe essere portata fino a 200 milioni totali.

Ma al momento nessuno ha ottenuto il rimborso, neanche chi ha già acquistato la bici nella cosiddetta “Fase 1” del programma di incentivi.

Fattura o scontrino?

Da giorni sembra sempre questione di ore ma l’attivazione del portale/applicazione del Ministero dell’ambiente tramite cui si potrà ottenere il bonus fino a 500€ sia per gli acquisti già effettuati che per quelli da effettuare è ancora ferma.

In tanti hanno già preso d’assalto i rivenditori ma adesso i nuovi dubbi riguardano i documenti corretti da presentare tramite l’applicazione (una volta attiva), per ottenere il bonus. C’è un batti e ribatti tra Ministero dell’ambiente e dei Ministero dei Trasporti, in particolar modo su come documentare la spesa: la fattura o uno scontrino parlante coi dati dell’acquirente? Purtroppo ancora non si sa molto.

Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, il motivo del ritardo sarebbe dovuto alle divergenze d’opinione fra il ministero dell’Ambiente e quelle dei Trasporti. Per il primo, secondo quanto si legge nella sezione dedicata al Bonus Mobilità, l’acquirente dovrà allegare la fattura oppure il cosiddetto “scontrino parlante”. Ma secondo il Ministero dei trasporti, ciò potrebbe creare confusione per questo spingerebbe per far emettere rimborsi anche con i semplici scontrini.

Secondo quanto si legge nel decreto, il “buono mobilità” potrà coprire fino al 60% della spesa sostenuta per l’acquisto effettuato dal 4 maggio 2020 al 31 dicembre 2020 e ha l’obiettivo di favorire forme di trasporto sostenibili. Ma non solo. Si potrà richiedere sia per gli acquisti già effettuati allegando la fattura, che per quelli da effettuare e nel secondo caso, il cittadino dovrà sborsare solo il 40% del totale. In particolare, esso si articolerà in due fasi:

Fase 1: va dal 4 maggio 2020 al giorno dell’entrata in funzione dell’applicazione web. Se l’acquisto della bici è stato effettuato in questa fase, per ottenere il buono occorre conservare la fattura e allegarla all’applicazione. Inoltre, nella Fase 1 l’acquisto delka bici può essere effettuato in qualsiasi negozio.

Fase 2: va dal giorno di inizio operatività dell’applicazione al 31 dicembre 2020. In questo caso, chi acquista bici, monopattini e segway potrà ottenere lo sconto direttamente da parte del rivenditore pagando solo il restante 40%.

Non ci sono abbastanza bici

Intanto le bici stanno finendo ed è sempre più difficile reperirle, come spiega Piero Nigrelli, direttore settore ciclo di Confindustria Ancma:

“Non è soltanto l’incentivo che sta portando la gente nei negozi. Fin dal 5 maggio, giorno della ripartenza, c’è stato un boom di richieste di riparazioni per bici che erano in cantina e che improvvisamente per molti italiani erano diventate il mezzo su cui contare per muoversi in sicurezza nella fase 2. E chi non ne aveva una, ha deciso di comprarla, anche senza incentivi”.

Le aziende riusciranno a sostenere il flusso della domanda?

“È probabile che, fra qualche settimana, potrebbe mancare il prodotto. Non averci permesso di produrre per due mesi avrà delle conseguenze”.

“Dalle prime indicazioni che riceviamo dalla rete dei rivenditori sembrerebbe che l’incentivo medio erogato, che non può superare il 60% del prezzo della bicicletta, sia pari a 300 euro. Sulla base di questo e considerata la dote del provvedimento, al momento pari a 120milioni di euro, la misura potrebbe generare vendite per 400mila pezzi, tra biciclette elettriche e muscolari”, conclude Nigrelli,

Che fare?

Nonostante il nuovo stanziamento , rimane comunque il timore che i bonus si esauriscano già durante la prima fase, se l’applicazione verrà presa d’assalto per ottenere il rimborso per i veicoli già acquistati.

Di conseguenza, la soluzione migliore al momento sembra quella dell’acquisto nella fase 1 (quella attuale) e nella richiesta immediata del rimborso non appena verrà attivato il portale. Anche in questo caso non si avrà la certezza assoluta di ottenere il bonus se in tanti lo richiederanno ma certamente è più probabile riceverlo, rispetto all’acquisto nella Fase 2.

Non ci resta che attendere, nella speranza di poter accedere al bonus.

Clicca qui per consultare la versione integrale del Decreto Rilancio

Fonti di riferimento: Corriere della sera, Ministero dell’ambiente

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.

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