Bomba ecologica sulle sponde del Massaciuccoli, Marchetti (FI)

 

«Chi protegge l’area protetta? La Regione ha mal custodito

Ora ponga rimedio con un piano di interventi per miglior tutela della zona»

 

Interrogazione del Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti

 

«Chi protegge l’area protetta del Massaciuccoli, sottoposta a vincoli naturalistici di varia natura ma dove ieri i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato ettari ed ettari di discariche abusive con rifiuti anche speciali e anche pericolosi?» E’ in buona sostanza questa la domanda delle domande alla base dell’interrogazione con cui il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti porta all’attenzione della giunta toscana, chiedendo rimedi e assunzioni di responsabilità, i fatti che nella giornata di ieri hanno condotto al sequestro probatorio, da parte dei militari dell’Arma, di due aree lungo le sponde del lago di Massaciuccoli ricadenti nel territorio del comune di Viareggio e, in particolare, tra la zona di Bicchio e la frazione di Torre del Lago.

«Più volte – ricorda Marchetti insieme con il coordinatore comunale di Forza Italia a Viareggio Marco Dondolini – abbiamo lanciato l’allarme circa la scarsa illuminazione di quelle zone e altre lacune gestionali che offrono il fianco a condotte illecite come quelle i cui esiti sono stati rilevati ieri. E una quantità e qualità di rifiuti abbandonati della portata scoperta dai carabinieri non si è certo generata in un giorno. Quella è un’area protetta. Ma chi la protegge?»

Secondo il punto di palla normativo, ricostruito e richiamato da Marchetti nella sua interrogazione alla giunta toscana, le «competenze in materia di aree protette con cui si regolamentano i parchi regionali sono state trasferite alle Regioni, tra le altre, con D.P.R. 616/77». Il Massaciuccoli ricade proprio in questa fattispecie, tanto che, scrive ancora Marchetti, «le aree oggetto di investigazione e sequestro sono inscritte nel Parco regionale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, istituito con Legge regionale 61 del 13 dicembre 1979 e parte del sistema toscano dei parchi e delle aree protette della Toscana». Tanto per metterci il carico da undici, poi, il Massaciuccoli è anche area protetta d’interesse comunitario e come tale inscritta nella Rete Natura 2000.

Insomma: sulla carta è area protetta e soggetta a tutela. Ma nei fatti? Questo il salto di qualità che Marchetti chiede ora alla Regione con il suo atto in cui domanda a Rossi&C «quali iniziative urgenti intendano intraprendere, nell’ambito delle proprie competenze e attraverso l’Ente Parco regionale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, per individuare e attuare misure preventive finalizzate a che l’area protetta sia realmente al riparo da simili condotte illecite di rilievo ambientale» e «se non ritenga di voler produrre allo scopo uno specifico piano di interventi».

Sotto il profilo del danno, il Capogruppo regionale di Forza Italia – che degli azzurri è anche coordinatore provinciale lucchese – domanda «quali siano, se disponibili al momento della stesura della risposta (all’interrogazione, ndr), gli esiti delle analisi condotte da Arpat sui campioni di suolo e acqua prelevati durante l’operazione investigativa richiamata in narrativa».

Infine, il versante politico con Marchetti che alla giunta regionale chiede «se non ritenga che il rinvenimento operato dai militari di un simile accumulo di rifiuti anche pericolosi, evidentemente frutto di condotte illecite estese nel tempo, possa ricondursi anche a cattiva custodia e tutela di un’area protetta e sottoposta a vincolo naturalistico la cui competenza ricade in capo alla Regione Toscana».

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