La notizia del ragazzino che non ha potuto usufruire del bagno di un locale pubblico, pur sentendosi male, ha indignato l’intera Valle del Serchio e oltre. Centinaia sono stati i messaggi di solidarietà verso il quattordicenne e di condanna per il gesto.

Ma cosa dice la Legge in questi casi?

Secondo Il Testo unico delle leggi sulla Pubblica Sicurezza gli esercenti devono mettere, gratuitamente, a disposizione i servizi igienici ai clienti. Semplificando, basta comprare qualsiasi cosa all’interno del locale, diventare clienti, e nessuno può impedire di usufruire dei servizi igienici. Discorso diverso per i non clienti, per le persone che chiedono di utilizzare i servizi igienici senza aver consumato. In quel caso l’esercente non è portato ad ottemperare alla richiesta, ma il tutto è lasciato al buonsenso ed alla sensibilità.

L’esercente si può rifiutare di far utilizzare i servizi igienici al cliente solo per legittimo motivo. Nel legittimo motivo si può trovare della nebbia, ma nemmeno troppa. Un legittimo motivo può essere il classico bagno che si è rotto o intasato, casualmente, 10 minuti prima e fino al giorno dopo non può essere riparato.

Di contro l’avventore deve impegnarsi a mantenere i servizi igienici utilizzati in buono stato.

Nel caso che l’esercente si rifiuti, senza legittimo motivo, di far utilizzare il bagno ad un cliente, si possono chiamare le forze dell’ordine.

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