Auguri a tutte le donne!

” La donna non è gente”
” Chi dice donna dice danno.”
” Chi donne pratica, giudizio perde”
” Col fuoco, donne e mare c’è poco da scherzare”
La donna, soprattutto nella società contadina, aveva il suo bel da fare per farsi rispettare, ma c’erano anche proverbi che ne riconoscevano il valore:
” Se la dona la j è drèta,
la chèsa la s’indrèza,
se la dona la j è storta,
la chèsa la s’arbòrta.”

Oggi, in Italia e buona parte del mondo,si celebra la Giornata internazionale della donna. È vero che tutte le vetrine oggi sono cosparse da manifesti, cartoline, rami di mimose, per sollecitare l’attenzione per le merci esposte. Ma è anche vero che il significato profondo di questa ricorrenza è da ricercarsi su un altro piano, e cioè l’indipendenza, l’autonomia, delle donne rispetto alle lunghe e spesso violente tradizioni di sottomissione delle donne agli uomini, dalle quali esse, dall’inizio del Novecento, hanno cominciato il percorso di “liberazione”. La genesi di questa celebrazione è di natura politica, prima di tutto. Il processo è cominciato nel lontano 1909, quando il Partito socialista degli Stati Uniti propose a tutte le sue sezioni di dedicare un giorno (allora il 23 febbraio) alla celebrazione delle donne che si battevano per la conquista del diritto al voto.
Solo dopo molti anni, nel 1977 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la “Giornata internazionale della donna”, così l’8 marzo, in cui già si celebrava ormai nel mondo, è diventata la data ufficiale per la “festa della donna”.

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