Assocarta partner del Forum Quale Energia:

 

Per arrivare agli obiettivi di neutralità carbonica è necessario che il Paese si doti delle infrastrutture che consentano la produzione e il trasporto di metano ottenuto da fonti rinnovabili, inclusi gli scarti delle cartiere

 

1° dicembre 2021 – E’ intervenuto oggi al Forum Quale Energia il Vice direttore di Assocarta  Massimo Ramunni che ha illustrato come l’industria cartaria italiana può contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas climalteranti e della neutralità carbonica al 2050.

 

Grazie all’impiego di fibre di cellulosa ottenute da legno proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile e a un sistema di economia circolare efficiente ed efficace, che ha raggiunto livelli record nel tasso di riciclo, l’industria cartaria mette a disposizione di imprese e cittadini un materiale circolare, caratterizzato da una bassa impronta di carbonio e in grado di sostituire i materiali di origine fossile e minerale in un numero crescente di applicazioni.

 

“Potendo contare su una materia prima intrinsecamente decarbonizzata, l’attenzione del settore negli anni si è quindi rivolta alla riduzione delle emissioni di gas serra del proprio processo produttivo, con l’obiettivo ultimo della decarbonizzazione. Un processo che negli anni passati si è basato sugli investimenti in efficienza nell’impiego di energia per il processo produttivo (-20% negli ultimi 20 anni), nell’autoproduzione di energia per mezzo della cogenerazione e nella piena conversione verso il combustibile a minore emissione disponibile, ovvero il gas naturale, dismettendo altre fonti combustibili fossili” afferma Massimo Ramunni.

Per raggiungere i nuovi e sfidanti obiettivi di riduzione delle emissioni sono ora necessarie nuovi investimenti che dovranno guardare a un insieme di diverse soluzioni, rafforzando l’impegno nelle direzioni già intraprese e affiancandovene di nuove. “L’industria cartaria guarda quindi a nuove strade e grazie alla cogenerazione, con la quale ha dimostrato di saper convertire con la massima efficienza l’energia primaria contenuta dal metano, si candida a diventare un utilizzatore privilegiato di biogas e biometano, anche ottenuto dai proprio scarti di produzione, in sostituzione del metano di origine fossile. L’impiego di nuovi combustibili rinnovabili quali il biogas, ma anche l’idrogeno, non potranno infatti prescindere dall’ottimizzazione del loro impiego, che può avvenire principalmente negli impianti di cogenerazione” aggiunge Ramunni.

L’industria cartaria è quindi ora impegnata nell’adeguamento della propria dotazione impiantistica per poter impiegare i combustibili rinnovabili, la parziale elettrificazione dei processi e il recupero dei propri scarti di produzione.

“Per arrivare agli obiettivi di neutralità carbonica è però necessario che il Paese si doti delle infrastrutture che consentano la produzione e il trasporto di metano ottenuto da fonti rinnovabili, inclusi gli scarti delle cartiere, e si programmino investimenti nelle infrastrutture per l’idrogeno e la produzione e stoccaggio di energia elettrica rinnovabile” conclude Massimo Ramunni.

In questa fase non va inoltre dimenticato il ruolo fondamentale del gas naturale quale strumento di transizione in grado di mantenere condizioni competitive idonee a non disperdere gli asset cogenerativi esistenti di cui avremo bisogno anche in futuro. Condizione fondamentale anche per mantenere sul territorio l’industria del riciclo. Se infatti la produzione di cellulosa vergine dispone di biomasse tali da renderla già oggi la principale utilizzatrice di energia rinnovabile, il riciclo della carta ha bisogno di una fonte combustibile che ad oggi è il gas naturale. Garantire l’accesso al gas naturale oggi e ai combustibili rinnovabili in futuro è quindi funzionale al sistema di riciclo nel nostro Paese.

 

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