ASSI VIARI: SODDISFAZIONE PER LE PAROLE DEL MINISTRO DELRIO DALLA CIA
MA TRA LE ANALISI SIA COMPRESA QUELLA DI IMPATTO SULL’AGRICOLTURA

Tartagni: ‘Prioritario collocare la progettazione all’interno di un progetto complessivo di mobilità, infrastrutture e gestione del territorio’

Piero Tartagni«Occorre comprendere quanto la realizzazione degli assi viari colpirà il settore agricolo in termini di frazionamento di una rete poderale già fortemente parcellizzata. Prioritario è evitare che il settore agricolo subisca la realizzazione delle opere e, per questa ragione, la progettazione va collocata all’interno di un progetto più ampio di mobilità, infrastrutture e gestione del territorio: per avere un quadro completo dell’impatto di queste opere, chiediamo di introdurre tra le analisi previste per la progettazione definitiva, anche quella relativa all’impatto sul settore agricolo e rurale nel suo complesso».

E’ questa la richiesta del presidente della Cia Toscana Nord, Piero Tartagni, all’indomani dell’incontro con il ministro Delrio, al quale l’organizzazione ha preso parte. «Prendiamo volentieri atto – prosegue Tartagni – che la nostra richiesta di collocare la progettazione degli assi viari in un più complessivo piano della mobilità abbia trovato riscontro nelle parole del ministro, con la conferma dell’avvio dei lavori anche per il raddoppio ferroviario, ma i punti da chiarire non mancano».

Uno degli aspetti maggiormente criticati dalla Cia Toscana Nord è la realizzazione di un asse stradale che attraversi la Piana da nord a sud, con sopraelevazioni fino a 3 metri e la creazione di nuove arginature artificiali. «Inoltre – prosegue Tartagni – vogliamo capire se vi sarà quella tutela delle risorse del territorio, a cominciare da quella idrica, per noi fondamentale. L’esperienza ci insegna che lo sviluppo locale va di pari passo con la salvaguardia di una rete rurale e agricola integrata con con il territorio e l’ambiente urbano: è questa la scommessa – conclude Tartagni – per il futuro dell’agricoltura nella Piana di Lucca e per un sistema economico produttivo più equilibrato in tutte le sue componenti».

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