Artigianato, Marchetti (FI): «Lucca si ripensi anche a misura di bottega. Aiuti diretti subito, poi tavolo d’area con istituzioni, categorie, Imt»

Il Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti sul futuro del territorio: «Ora tendere una mano al settore, intanto studiare il rilancio modellato sui bisogni»

«Aiuti diretti subito all’artigianato lucchese, poi però si istituisca un tavolo d’area che aggreghi politica, istituzioni, categorie ed esperti Imt per studiare una Lucca anche a misura di bottega, ma soprattutto un territorio che armonizzi servizi, tempi e spazi sulla base dei nuovi bisogni espressi dal territorio. Facciamo dell’emergenza coronavirus un’opportunità di rilancio. Diamo un senso creativo alla parola crisi»: è il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti (Coordinatore provinciale di Forza Italia a Lucca) a dare il ‘la’ per un lavoro sinergico che unisca gli attori della realtà cittadina e provinciale.

«L’artigianato rappresenta per Lucca un tessuto economico irrinunciabile non solo in termini strettamente di Pil – osserva Marchetti – ma anche per il valore culturale e di saperi che esso esprime. Da qui passa tanta della ‘lucchesità’ e questo è un patrimonio da non disperdere, da proteggere dall’assenza di fondi per la cassa integrazione che il governo di Pd e M5S non sa far arrivare al bersaglio dei lavoratori, con tante famiglie e imprese anche mini e micro che vengono lasciate indietro. E sono i nostri artigiani, le nostre botteghe, i negozi di vicinato e i nostri creativi. Lucca deve tornare a essere per loro un nido in cui operare, crescere, svilupparsi, lavorare e dare lavoro. Esportare, magari, anche. Reinventarsi nei canali del commercio digitale… Ovvio che per amministrazioni di sinistra sia imbarazzante rivendicare l’orgoglio territoriale presso un governo altrettanto di sinistra che annuncia provvedimenti vuoti, come le misure di aiuto che, ci dice Confartigianato Lucca, anche in emergenza covid sono arrivate a rilento, parzialmente, e poi si sono esaurite prima di coprire il bisogno».

L’impasse, secondo Marchetti, può essere superato solo attraverso la condivisione di intenti: «Da qui a settembre bisogna istituire un tavolo che veda le istituzioni capofila ma che aggreghi politica, famiglie, attori del volontariato, categorie, ordini professionali, rappresentanti dell’universo studentesco e della scuola e del mondo finanziario, bancario, creditizio. Tutti insieme – è la visione di Marchetti – auspicabilmente con l’aiuto degli esperti dell’Imt dovranno essere chiamati a definire una piattaforma di bisogni e relative risposte in termini di possibili soluzioni da calare sul territorio. Da qui a fine anno, su quella base si dovranno rimodulare i servizi ma anche i tempi e gli spazi della città e della provincia, così da rendere il territorio stesso volano di sviluppo. Un territorio-incubatore per far crescere la comunità intera. Chi studia, chi lavora, chi produce, chi assiste, chi crea e inventa, chi arriva da fuori per affari o piacere. Insieme con Lucca al centro si può, io sono disponibile a iniziare anche subito».

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