Arrivano i nuovi criteri per l’illuminazione pubblica

 

Nuovi-lampioni

L’obiettivo del provvedimento è quello di gestire le fonti luminose cittadine in modo più oculato, minimizzando al contempo l’effetto deleterio che esse potrebbero arrecare ai cittadini. I criteri che a breve verranno adottati sono stati riepilogati nell’ultimo decreto a firma del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti; esso mira ad aggiornare i Cam (criteri ambientali minimi) applicabili alle fonti d’illuminazione urbane, ai gruppi ottici e ai servizi connessi alla progettazione degli impianti pubblici.

Secondo il ministro Galletti, “il rapido avanzamento tecnologico ci consente di fissare performance ambientali più elevate rispetto a pochi anni fa, che possono condurre non solo a grandi benefici in termini di efficienza energetica e di riduzione dell’inquinamento, ma anche a un maggiore risparmio per le casse delle amministrazioni pubbliche. E’ una novità che acquisisce ancor più importanza a seguito della recente approvazione del nuovo Codice degli appalti, che rende obbligatoria l’applicazione di questi criteri”.

Il decreto affronta in particolar modo i problemi connessi all’inquinamento luminoso (fortemente sentito nelle grandi città), all’affidabilità e alla durata degli impianti d’illuminazione. Per quanto riguarda il primo punto, il ministero prevede una dettagliata zonazione delle aree da illuminare, specificando per ciascuna di esse il livello massimo di diffusione verticale della luce.

di Claudio Vastano

 

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