Arriva un momento in cui dire “insieme ce la facciamo”,

“siamo sulla strada giusta”, o cose simili, richia di essere inutile per molti.
Siamo in mezzo ad una tempesta che mina la salute pubblica, che mette in ginocchio l’economia, ma che genera anche solitudine, scoramento, distacco dai cari, disagio sociale.
C’è chi dice che dei bar, dei teatri, dei cinema, della musica, dei musei, dei ristoranti, si può fare anche a meno, e in teoria può essere vero, ma in pratica è un dramma. Non parlo solo per chi di queste cose vive, parlo del dramma dello spirito.
Da noi abbiamo tante persone che abitano da sole, che nel locale di paese trovavano conforto, un sorriso, una parola da scambiare, e oggi tutto questo manca. Queste persone stanno morendo dentro. Quanto ci mancano le commedie di paese, le recite della scuola, la musica delle bande, la visita ad un’opera d’arte che ci toglie il fiato.
Poi ci sono i malati non Covid, che se ne vanno anch’essi in solitudine, senza il conforto della famiglia.
I danni sociali di questa pandemia sono incalcolabili. Una volta che ne saremo usciti dovremo tutti insieme fare un grande festival, paese per paese, che tutto questo ce lo faccia recuperare, un “Borgo è Bellezza” dell’anima.
Sappiatelo, continuerò a dirvi che insieme ce la facciamo e anche che siamo sulla strada giusta, consapevole che per molti non è così, perché la guida di una comunità è chiamata a non mollare mai, ad essere pronta all’appuntamento con la storia, piccolo o grande che sia il suo ruolo. Ma se ve lo dico non lo faccio perché ignoro il non farcela di molti, anzi, lo faccio perché anche chi non ce la fa più possa trovare in parole di sostegno l’ultima forza per ribaltare il proprio destino.
PATRIZIO ANDREUCCETTI

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