di Daniele Vanni

 

Conferenza stampa, questa mattina a Lucca, dove alla presenza del Procuratore della Repubblica Dott. Suchan, il Comandante dei Carabinieri di Viareggio, con attorno anche i militi della Stazione di Lido di Camaiore che hanno agito in prima persona per bloccare entro un mese un rapinatore seriale che poteva diventare davvero pericoloso ed il Giudice che ha condotto così brillantemente ed in tempi così stretti le indagini, su una serie di rapine, “improprie” non in senso giuridico, ma nell’attuazione perchè esercitate con l’uso di una pistola al peperoncino ed un pericoloso coltello, di quelli che quando colpiscono possono essere anche mortali perchè stretti nella mano con un manico tipo tirapugni.

E proprio per la serialità, anche ravvicinata di quattro rapine (tre portate a termine ed una solo tentata)  il modus operandi, ed i moventi scoperti nelle indagini, il tutto poteva volgersi nel breve giro di tempo, in tragedia, come hanno sottolineato il Procuratore di Lucca, il PM ed il Comandante di Viareggio Capitano

Fondamentale per la buona riuscita delle indagini, sono state la collaborazione, davvero fattiva e precisa, di coloro che avevano subito o assistito alle rapine. La descrizione minuta dei vestiti, del travisamento, dato che agiva sempre con passamontagna, ma anche i piccoli particolari degli occhi (forse “eccitati” non solo dal gesto, ma dalla cocaina che assumeva ed il cui costo giornaliero ha spinto l’uomo, italiano, anzi viareggino a questi gesti dove per poco non c’è scappato qualcosa di molto grave.

Infatti nei colpi ai supermarket, come il Penny o a singole persone, l’uomo non aveva esitato a “sparare” con una pistola caricata con spray urticante al peperoncini, in sè naturalmente non lesivo (anche perchè aveva sparato non proprio in direzione del volto dei malcapitati)  ma  aveva minacciato anche con questo particolare coltello che se non molto lungo come lama, proprio per la forza in virtù della sua impugnatura può essere davvero devastante.

I carabinieri di Lido di Camaiore muniti di questa particolarissima descrizione hanno rintracciato e poi arrestato arrestato un viareggino (incensurato, ma già noto alle forze dell’ordine per l’uso di sostanze stupefacenti) che nell’ultimo sc orcio della notte se ne andava in giro in bicicletta, con dei vestiti assai coincidenti con quelli usati almeno in un paio di colpi.

La successiva perquisizione nelle casa del 38enne, dava conferma dei sospetti. E così, con l’accusa di aver minacciato i commercianti con una pistola alimentata da una bomboletta spray al peperoncino e con un coltello, per poi fuggire con i soldi (in tutti i colpi attorno ai duemila Euro o poco meno) tutti finiti ben presto nel giro dei pusher di cocaina e quindi serviti per pagare la droga.

Simone Nario, associato al Carcere di S. Giorgio e interrogato subito la mattina dopo, non ha avuto esitazioni a confessare che era tutto vero: era stato lui, spinto dal suo vizio, ad agire con le stesse modalità ben quattro volte, in meno di un mese

Per questa sua subitanea confessione e per il fatto di essere già stato segnalato come tossicodipendente, è stato posto agli arresti domiciliari in una comunità terapeutica su ordinanza del giudice. Per un tempo non breve, perchè deve rispondere di tre rapine effettuate e una tentata, ai danni di diversi esercizi commerciali.

Il primo episodio risale al 4 dicembre 2018 a Lido di Camaiore, in un fastfood, dove il malvivente si era fatto consegnare circa 200 euro in contanti per poi darsi alla fuga.

Il giorno dopo aveva provato a rapinare una paninoteca, sempre a Lido di Camaiore dove, con il volto travisato e sempre con le stesse modalità era stato costretto alla fuga grazie ai proprietari che avevano reagito,  cacciandolo dal locale.

L’8 dicembre il 38enne era tornato in azione e con il volto coperto da un passamontagna aveva messo a segno un’altra rapina in un discount di Viareggio, riuscendo a rubare 1200 euro in contanti.

Per poi rapinare della borsa e di vari effetti personali anche una donna mentre saliva a bordo della propria auto.

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