ANTONIO POLI: UN CORSAGNINO CADUTO SUL CARSO NEL 1916…Ho trovato il resoconto dei suoi funerali a Borgo a Mozzano e Corsagna.

Il 4 novembre 2017 la commemorazione della celebrazione della vittoria nella “grande guerra” e della giornata delle Forze Armate, a Borgo a Mozzano, ha avuto come protagonisti i ragazzi delle classi terze (sezioni A e B) della locale Scuola Media Giovanni XXIII. I ragazzi, preparati dai loro professori di lettere, Monica Biagi e Paola Carretta, dopo un intervento introduttivo del Sindaco Patrizio Andreuccetti, hanno citato frasi, fatti storici e personaggi frutto delle loro ricerche e dei loro pensieri.
Tra i personaggi, di cui i ragazzi avevano trovato notizie, è stato ricordato Antonio Poli, soldato corsagnino della grande guerra, caduto Sul Carso il 9 ottobre 1916, di cui nel 2015 fu rinvenuto e pubblicato il  diario della sua vita al fronte dall’Editore Andrea Giannasi.

I ragazzi di terza media che hanno partecipato sono: Ramona Cangu, Luigi Carrera, Yuri Conigliaro, Thomas Dinucci, Zouhair Errachid, Benedetta Gherardi, Mattia Giorgetti, Samuele Giuliano, Federico Giusti, Rahma Issaoui, Domenico Lippi, Elena Morotti, Matteo Nicoletti, Erika Paolinelli, Matilda Perini, Matilde Perondi, Diellza Qerimi, Niccolò Quilici, Marco Schievenin, Nicola Tamagnini, Sarah Agostini, Antonio Bacci, Valentina Bachini, Stefano Baldassarri, Pietro Benassi,  Emanuele Bertagna, Elisa Bertagna, Otman Bouradi, Mattia Ceccarelli, kevin Citti, Lorenzo Fiorani, Nicolò Giusti, Clarissa Taga, Ginevra Vanni.

Di questo caduto ho trovato, sul bollettino della Parrocchia di S. Rocco di Borgo a Mozzano
“SPRAZZI DI LUCE” del settembre 1923, il resoconto dei suoi funerali.
La salma di Antonio Poli giunse a Borgo a Mozzano dalla zona di guerra il 6 agosto del 1923 e fu deposta nella chiesa del Crocifisso (quella attigua alla sede storica della Misericordia del Borgo).”Il 7 agosto vennero tributate al caduto solenni onoranze. Tutto il popolo volle dimostrare la sua riverenza e ammirazione per Colui che sul campo dell’onore aveva sacrificato la sua vita”. Il giornale “Sprazzi di Luce” riferisce che presero parte alla “mesta cerimonia” i genitori del caduto, i piccoli figli e i compaesani dell’estinto, oltre a tutte le autorità, la banda pasana di Borgo a Mozzano, le scuole e le associazioni con i loro vessilli. Il testo del bollettino è il seguente: “La salma era portata a spalla dai fascisti. Il corteo, imponentissimo, accompagnò la salma dalla chiesa del SS. Crocifisso fino alla salita di Corsagna. Qui il Sindaco del Comune con indovinate parole esaltò la figura del caduto”.
Dopo le esequie nella chiesa di Corsagna parlò il Parroco, e al cimitero pronunziarono commoventi parole il sig. Micheli Pietro, a nome dell’Associazione Combattenti e il Canonico corsagnino Mons. Domenico Dinucci, a nome del paese di Corsagna.

Il diario di Antonio Poli fu presentato il  2 maggio 2015 nella sala del Corpo Musicale Giuseppe Verdi di Corsagna. Si tratta di un documento eccezionale recuperato dal Cappellano del reggimento che alla famiglia Poli  scrisse “cadeva gloriosamente per quei santi ideali, per i quali era stato dalla Patria chiamato”.
Antonio Poli fu colpito in pieno petto dalla scheggia di una granata nemica il 9 ottobre all’inizio dell’Ottava Battaglia dell’Isonzo. Grazie ad un suo compaesano barelliere, Giulivo Pieroni, il suo corpo fu raccolto e sepolto a Ferleti, un piccolo paese sul Carso. Dopo 7 anni rientrò a Corsagna con gli onori dovuti ad un caduto durante la Prima guerra mondiale.
Diario di guerra di un caduto sul Carso è stato recuperato e curato da Grazia Lucchesi e pubblicato da “Tra le righe libri”. Antonio Poli partì soldato a 31 anni lasciando il paese, la madre, la sorella ed i suoi bambini per partire alla volta di Genova e raggiungere il suo reggimento della 89esima Brigata di Fanteria Salerno.
Una unità militare che durante la guerra 1915-1918 venne distrutta per ben due volte, dai continui assalti alle trincee nemiche.
La storia ritrovata ha una portata storica eccezionale attraverso la quale è possibile rivivere i momenti di guerra, i suoni, la fame, la fatica delle marce, gli assalti, il forte senso di onore e di fedeltà alla patria. In mezzo la volontà di attenuare la paura e nello scrivere a casa di edulcorare le immagini del conflitto. Così scrivendo alla sorella: “I primi giorni ho combattuto e non sono stato indietro, se tu vedessi, e sentissi pare una commedia un poco tragica ma non si ha ne timore, infine la paura vinciamo quando si sente quella musica solenne sa cosa sia: ti devi figurare che siamo come in mezzo a quattro organi come a San Martino, a Lucca chi suona il flauto, chi la cornetta, chi il clarino, il bombardino, il liuto poi viene il Trombone i piatti, quando poi cominciano i campanelli (n.d.c. le mitragliatrici) e tutta la gran cassa viene un coraggio da Leoni e li pensi, pim, pam, tun, tin in fine una gran forte musica completa che distrugge e fa strage ove passa sopra l’infame Austriaco; e noi tutti lieti e contenti si spetta ansioso il momento della tregua e del risultato vittorioso, che avviene ogni qual volta diamo colle nostra armi gli impetuosi e infrangibili nostri attacchi”.

Testo pubblcato da Gabriele Brunini il 5 novembre 2017

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