Anfibi a rischio in Italia

 

di Claudio Vastano

 

Rane, rospi e tritoni potrebbero scomparire presto dalla faccia della Terra, se l’uomo non interverrà a tutelarne gli habitat. E’ quanto sostiene la storica associazione ambientalista WWF, da tempo impiegata nel promuovere iniziative volte alla protezione delle aree umide in cui questi animali vivono e si riproducono. A tale scopo è stato persino pubblicato un vademecum suddiviso in cinque punti, che vanno dalla pulizia dei piccoli corsi d’acqua e degli stagni, all’installazione di rampe di risalita ai bordi dei pozzi e delle cisterne artificiali, per impedire che gli anfibi rimangano intrappolati.

Queste creature, ricorda il WWF, “sono la classe di vertebrati maggiormente minacciata d’estinzione del pianeta; il 33% delle specie di rane, rospi, salamandre e tritoni oggi esistenti è a vario grado in pericolo di estinzione. La perdita delle zone umide, infatti, corre a velocità tre volte maggiore rispetto a quella delle foreste.”

A minacciare questi pacifici abitatori degli stagni, negli ultimi anni si è inoltre aggiunto l’arrivo di una specie aliena, il gambero rosso della Louisiana, che è estremamente distruttivo e prolifico. In Toscana, i volontari del WWF promuovono ormai da diversi anni iniziative mirate alla tutela del periodo riproduttivo di rane e salamandre. L’obiettivo è salvare quanti più animali possibile durante l’attraversamento delle strade nei pressi delle aree di riproduzione.

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