BORGO A MOZZANO, 16 giugno  – «Andare Oltre si dimostra come sempre una forza irresponsabile, espressione di un populismo liquefatto, che ogni volta prova, senza successo, ad accaparrarsi consensi facili facendo sciacallaggio politico». Il Sindaco di Borgo a Mozzano, Patrizio Andreuccetti, risponde così ad Andare Oltre e alla capogruppo Cristina Benedetti sull’arrivo dei nuovi migranti.

«Su una vicenda come quella dei profughi imposti – spiega il primo cittadino -, su cui sarebbe stato da responsabili stare con il sindaco ed i cittadini per condividere con ulteriore forza una presa di posizione, la minoranza tira in ballo Renzi (a cui ormai dà la colpa anche della pioggia che scende dal cielo) e il PD pur di guadagnarsi un titolo di giornale. Qui non c’entrano le beghe politiche pretestuose, si tratta di governare un fenomeno strutturale come la nostra amministrazione sta facendo da due anni a questa parte».

«Forse – prosegue Andreuccetti – i membri di Andare Oltre sono smemorati, quindi è giusto rinfrescare loro la memoria. Sul nostro territorio, da sempre solidale e votato alla giustizia sociale, abbiamo accolto tre gruppi distinti di richiedenti asilo individuando luoghi  e strutture i più adeguati possibili, con operatori seri e responsabili, ottenendo ottimi risultati sul piano dell’integrazione (si pensi che uno dei ragazzi ospitati a Borgo è addirittura il capocannoniere del torneo delle frazioni) e senza creare alcun problema alla sicurezza pubblica. Ci siamo basati sul principio di una integrazione sostenibile, a piccoli numeri, distribuita sul territorio, nei centri più grandi e non nei paesi piccoli, che alla necessità di ottemperare ad un preciso dovere istituzionale ed umano sapesse coniugare il rispetto per la qualità della vita dei nostri cittadini».

«Parliamoci chiaro: nessuno gestirebbe profughi senza avere un incentivo economico: la differenza la fanno i modi. Un conto – conclude Andreuccetti – è gestire l’accoglienza insieme alle istituzioni democratiche, con serietà, abnegazione e rispetto reciproco. Un conto è il privato che, per quanto tutelato dalla legge, mantiene la disponibilità nonostante la contrarietà di una amministrazione già aperta. Diverso sarebbe stato imporsi su chi ha sempre detto no, cosa che riterrei sacrosanta. Quanto avvenuto lo ritengo profondamente sbagliato, poiché l’unica accoglienza possibile è quella fatta in tutti questi anni con le istituzioni democraticamente elette».

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